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Cronaca di una lunga serie di illegalità contro una donna senza tutele sul posto di lavoro.

Sezione: Caso Nigris e giustizia pirata

La vicenda lavorativa della Signora Giovanna Nigris presso l'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano

I finlandesi lo chiamavano Sisu. Credo che Sisu sia una parola intraducibile in qualsiasi altra lingua, in quanto vuol dire allo stesso tempo: lealtà, coraggio, tenacia, forza di volontà, prudenza, probità, determinazione, sacrificio, dovere, obbedienza, disciplina, capacità di resistenza.... Nella vita ed anche nelle Forze dell'Ordine e nell'Esercito, si vedono molti esempi di Sisu, poi quando qualcuno di loro subisce danni alla persona, con potente acriticità di comodo, si fanno ingiustamente languire per anni di comitato in comitato, di rapporto in rapporto, infine qualcuno osa addirittura condannarli per interminabili altri anni, stravolgendo e distruggendo anche la verità sostanziale dei fatti che è stata fatta subire. Ciò senza alcun rispetto per la persona, senza alcuno scrupolo e senza alcuna pietà, facendo paradossalmente apparire meritevoli certi soggetti amici di cordata, che all'occorrenza fanno finta di non vedere, o di non sapere ciò che di illegale viene esercitato ai danni di qualcuno. In compenso si ricevono carriere facili, pensioni da favola con pochi anni di servizio ed altri privilegi economici sino a vedere senza il minimo dubbio collocare qualcuno al di sopra della legge. Sisu è anche il comportamento della signora Giovanna Nigris che da anni resiste con tenacia e pazienza contro un mobbing portato all'estremo della sopportazione umana.

La vicenda di mobbing estremo continuato che segue è completamente in antitesi con ogni valore positivo e diritto civile. Proprio per questo viene controllata anno dopo anno da chi detiene il potere, arrecando, come vedremo, soppressione, dolore, sofferenza e grave malattia. Queste circostanze da tredici anni vengono fatte puntualmente accadere sul posto di lavoro alla signora Giovanna Nigris, impiegata assistente amministrativo, dipendente dell'Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano. Da tutto questo tempo, viene tacitamente accordato il potere ignobile di maltrattare, torturare e distruggere di nascosto sempre più, a proprio libero piacimento, la vita di quella stessa persona che è stata fatta divenire, come vedremo, ammalata e disabile sul posto di lavoro in ospedale con violazioni di legge e vari illegali artifizi. Gli effetti della azioni criminali proseguono pacificamente nell'ombra ai danni della stessa vittima designata, persino con la connivenza di quei personaggi politici a cui - ironia della sorte - la persona vittima di reato disperatamente più volte si era rivolta per ricevere aiuto, credendo di rivolgersi a persone migliori, giuste e oneste.

Non si può neppure immaginare cosa prova la parte lesa, dopo essere anche persino svenuta per un malore in Aula del Tribunale, nel momento in cui gli imputati che hanno rovinato la sua vita con la distruzione della salute in ambiente di lavoro ospedaliero, non vengono più giudicati perchè è passato troppo tempo dalla violazione di legge ed i reati di lesioni colpose gravissime vengono considerati in prescrizione. Chi ha acconsentito che passassero tutti quegli anni senza che venisse mai celebrato il processo? Chi avrebbe fatto sparire, come ha detto l'avvocato di fiducia della signora Giovanna Nigris,  per circa nove mesi il fascicolo del procedimento penale in Tribunale a Milano? Infine nel momento della lettura di quella sentenza, vedere gli avvocati della controparte con un aspetto soddisfatto in volto io personalmente l'ho vista come l'inciviltà più avanzata che possa esistere sulla terra. In questo modo non si serve assolutamente la legge, ma la si usa per determinati interessi e contestualmente si acconsente di proteggere i privilegiati della società. A certe persone non interessa la giustizia, esse vogliono solo soddisfare il proprio meschino narcisismo, ovvero potere dire a qualcuno a cominciare dagli imputati, guarda che cosa sono stato capace di fare io. Così si sacrifica completamente la propria coscienza, si soffoca inesorabilmente la giustizia e il resto si può lasciare alla libera intuizione della bella gente.

L'ampio mosaico di gruppi di interesse criminale che esercitano un'influenza smisurata per massimizzare il proprio profitto viene costantemente mascherato e nascosto, anche con l'aiuto della stampa a cui la stessa persona, ignara di tutta questa organizzazione criminale, si è più volte rivolta per tentare di rendere almeno nota la sua vicenda e così facendo attirare l'attenzione della gente, per farla intervenire e far porre fine alle illegalità nascoste, che continuamente ancora viene costretta a subire, sempre in silenzio e di nascosto dalla gente. Una vittima ignara delle organizzazioni che si muovono e operano nell'ombra, si aspetta la vittoria della logica sul senso di giustizia, ma poi si accorge di non avere più fiducia in un sistema in cui i più forti fanno calpestare e torturare i più deboli. Constatando tutto questo, si capisce chiaramente che la moralità è divenuta un lusso privato. Ci fu un tempo in cui io credevo nella legge, anche per me era l'opera più importante dell'uomo nella ricerca della giustizia. Tutti prima o poi in misura maggiore o minore ci aspettiamo un poco di giustizia dalla vita. Ci credevo al punto che mi scrissi alla Facoltà di Legge all'Università di Parma. Allo stesso tempo l'esperienza in campo sindacale mi ha fatto pentire di essermi iscritto in quella Facoltà e contento come non meno di un laureato ho chiuso decisamente con quella idea. Avevo capito già troppo. Oggi sono ancora felice di essere un avvocato mancato. Ho capito anche che tutti i malfattori dovrebbero sempre ricordare, che chi deve ricorrere ad imbrogli per farla franca contro chi è vittima di reato, ha comunque perso in partenza!

Niente fa più felice la gente che esercita il crimine nell'ombra con tutte le protezioni politiche, che vedere la vittima di reato ricevere ulteriore danno, derisione e scherno al posto di ricevere giustizia. Sono convinto che i giovani saprebbero governare il Paese meglio di come vediamo fare adesso. Un esempio?  Una ragazza di soli venti anni, scrivendo alla signora Nigris ha detto: " ...la giustizia italiana non funziona. Il problema, sono convinta, non è legato a motivi correggibili con test psico-attitudinali per magistrati giudici e avvocati ecc. bensì ad una legge che sempre più spesso è inadeguata a rappresentarci in quanto cittadini di ceto medio. Quando le leggi vengono aggirate o cucite su misura, o allungate e ristrette come fossero un caffé, diventano pericolose perchè elitarie, e quando l'elite prende il dominio è la fine della democrazia". Peccato che, al contrario di quella ragazza, ho constatato che c'è troppa gente che sulla politica ha le idee confuse. La prospettiva del diritto dovrebbe essere sostenuta dalla certezza che la legge suprema è la verità, ma quando ciò non accade è la fine di qualsiasi speranza. Solo quando si ha bisogno di giustizia, ci si accorge dell'enorme carenza di progresso civile e morale in Italia, constatando che nessuno è realmente imparziale, obiettivo e distaccato, almeno in nome della giustizia e pertanto in nome di quel principio etico fondamentale che mira a proteggere gli innocenti e a punire i colpevoli. Tutto accade a causa soprattutto di parassiti che si sono ben piazzati in posti insospettabili e intoccabili.

La dipendente nell'anno 1992 fu trasferita a lavorare per tre anni in un reparto contaminato e sprovvista di qualunque mezzo di protezione previsto dalla legge in aperta violazione dall'art. 2087 Codice Civile. Mai a nulla sarebbero valse proteste e richieste verbali ai diretti superiori, sia della signora che quelle della sua collega, tanto che non fu mai neppure fatta installare una barriera protettiva trasparente tra il personale e gli ammalati utenti. Anche chi scrive sia pure negli ultimi tempi, ha constatato di persona, unitamente ad un proprio collaboratore sindacale, tali sporche condizioni antigieniche di lavoro, fatte passare come fosse tutto normale. Alla signora Giovanna Nigris, dopo che per obbligo di servizio, sino all'anno 1995 fu esposta a tali straordinarie cause morbifiche contagiose, venne contagiata la tubercolosi, contagio e infezione diagnosticate quale tubercolosi renale e reumatica.

A causa della esposizione al contagio e infezione, l'impiegata dovette curarsi per quattordici mesi con potenti farmaci specifici, dando fondo anche a tutti i suoi risparmi. In tema di onere probatorio del nesso di causalità tra il servizio svolto e l'infermità della Nigris da parecchi anni l'Amministrazione del suddetto Ospedale ha sempre fatto ricorso agli effetti da questa ultima architettati e prodotti del reato di omissione di atti di ufficio, falso ideologico, nonché a violenza privata da mobbing, tutto pacificamente consumato contro la propria dipendente, senza alcun timore della legge italianae, così facendo, hanno fuorviato e occultato le prove e gli scandalosi fatti di servizio fatti subire alla propria dipendente, aggiungendo al danno anche la beffa di vedere potere nascondere l'accaduto. In questo modo la signora Nigris per i successivi dodici anni dall'avvenuto contagio sul posto di lavoro è stata ulteriormente ancora torchiata con ulteriori violenti e interminabili stress emotivi, perchè le sono sempre stati impediti illegalmente i diritti che le derivano dalla causa di servizio, procurandole per tale motivo continuamente un abbassamento delle difese immunitarie con gli effetti che la signora Nigris da oltre un decennio dopo il contagio della tubercolosi ha dovuto incessantemente curarsi con quantitativi enormi nel tempo di farmaci antibiotici a causa di cistiti e bronchiti ricorrenti con febbre. A volte ho il sospetto che oggi per fare ricevere giustizia ad una vittima martoriata sul posto di lavoro bisognerebbe che non ci fosse più la FECCIA che serve ad infestare i tribunali e a fare assolvere con dei cavilli i delinquenti che sono solo capaci di inquinare sempre più la società umana.

Un'altro danno alla stessa dipendente è anche quello provocato in maniera subdola dalla stessa Amministrazione ospedaliera, impedendo alla Nigris di farsi monitorare il peggioramento delle sue condizioni di salute dovute a causa di servizio, presso la Commissione Medico Ospedaliera dello Ospedale Militare di Milano, luogo questo ove l'Amministrazione dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano, ha fatto appositamente pervenire pilotate e reiterate false attestazioni con omissioni di atti di ufficio. Ciò per avere persino mantenuti nascosti i formali ordini di servizio che da soli attestavano in luogo e tipo di servizio illegale che la dipendente svolgeva come impiegata, talvolta anche da sola. Invero alla signora, senza alcun mezzo di protezione da contagio e infezione (barriere protettive trasparenti, guanti, mascherine, etc.), veniva fatto svolgere il lavoro di accettazione di materiali biologici dagli ammalati-utenti e dai reparti dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano e convenzionati, con fogli sporchi di materiali organici (urine,escreati,sangue,etc.) e continuo contatto diretto col pubblico. La Nigris svolgendo il suo lavoro di impiegata amministrativa e ritirando i suddetti materiali, subiva un demansionamento e svolgeva contestualmente un lavoro infermieristico che non le competeva.  E' stata anche privata di qualsiasi corso di informativa sanitaria su contagi e infezioni e di esami preventivi di controllo che, in tal caso, le avrebbero dovuto periodicamente fare effettuare i dirigenti dell'Ospedale Fatebenefratelli.

Sisu è anche quello che ha obbligato la Nigris a pagare di tasca propria per oltre un decennio oltre cinquanta milioni di vecchie lire (documentabili) per spese mediche, spese per l'acquisto di farmaci e per indagini diagnostiche e di laboratorio non dispensate dal Servizio Sanitario Nazionale, per curarsi dalla tubercolosi e salvarsi la vita. E' così che la Nigris per oltre un decennio, ha dovuto rinunziare ad una vacanza, ad una convalescenza in un luogo climatico, consono alle sue precarie condizioni di salute etc. Anche questa è una vergogna e una tortura in questo caso tutta italiana.

All'Amministrazione Ospedaliera, per la materia del contendere e contro la Nigris, non è bastato avere perso con due Sentenze del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia le quali hanno dato torto alla stessa Amministrazione, (Sentenza del 14 ottobre 1999 n. 3418/99 e del 27 novembre 2001 n. 7630/01), perché, anche davanti a prove documentali e testimoniali, l'Amministrazione dell'Ospedale Fatebenefratelli ha sempre continuato a lasciare efficaci e continuamente lesive, ai danni della stessa persona, le false attestazioni e persino contraddittorie tra loro, che vengono qui di seguito mostrate, comprese quelle scritte ancor più falsamente per tramite del Servizio di Medicina Preventiva ed Occupazionale dello stesso Nosocomio; difatti è stato attestato falsamente addirittura che il posto di lavoro della Nigris: "non sarebbe stato a diretto contatto col pubblico" (ammalati utenti), paradossalmente facendo utilizzare dal Servizio di Medicina Preventiva frasi insinuate per meglio difendersi dagli indagati e poi imputati del reato di lesioni colpose gravissime (erano imputati tre medici e un dirigente amministrativo, prima che venissero salvati dalla galera per prescrizione dei reati).

A seguire per motivi di spazio, pubblichiamo appena 4 miniature delle 17 pagine di cui è composta la sentenza del 27 novembre 2001 n. 7630/01. Cliccando sulle stesse è possibile ingrandirle per la lettura.

Miniatura: Sentenza del 27 novembre 2001 - pag.1Miniatura: Sentenza del 27 novembre 2001 - pag.11
Miniatura: Sentenza del 27 novembre 2001 - pag.16Miniatura: Sentenza del 27 novembre 2001 - pag.17

Nonostante le Sentenze molto chiare ed eloquenti del T.A.R. per la Lombardia Sezione di Milano, l'Amministrazione dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano, ha preferito "Virare di bordo" allontanandosi completamente dal prodigio dialettico e cristallino concettuale del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, continuando ad inciampare nella manipolazione dei fatti di servizio; un percorso che sguazza nel lezzo e tanfo della menzogna, modo questo a cui viene fatto ricorso per continuare ostinatamente a nascondere ancora i fatti di servizio, senza far attuare alcun lume di logica a nessuno e facendo vivere un'odissea di sofferenza, creando ancora ambiguità e spietata falsità contro la propria dipendente. Mi ha fatto piacere che al contrario per ben due volte, la Commissione Medica dell'Ospedale Militare di Milano ha preso le debite distanze da comportamenti assurdi, violenti e illegali, dell'Ospedale Fatebenefratelli, prima chiedendo spiegazioni e infine prendendo atto con il dovuto rispetto verso lo stesso Tribunale Amministrativo Regionale che la causa di servizio, come abbiamo visto, era stata riconosciuta dai Giudici Amministrativi, tutto come si evince dai seguenti documenti.

Miniatura 1: Lettera Ospedale Militare all'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano per riconoscimento invalidità per causa di servizioMiniatura 2: Lettera Ospedale Militare all'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano per riconoscimento invalidità per causa di servizio

Comunque per smentire le falsità, bastano le prove testimoniali e documentali. Queste ultime consistenti in formali ordini di servizio, laddove emerge inequivocabilmente che, non solo il posto dell'impiegata era a contatto diretto col pubblico, ma si evince anche che gli ammalati utenti venivano ricevuti dalla signora Nigris come sola unità in servizio ogniqualvolta che le colleghe erano assenti per qualsiasi motivo come ad esempio accadeva per le assenze dal servizio per malattia. Anche in questi casi la signora Giovanna Nigris svolgeva il servizio di accettazione e registrazione dei reperti biologici in orario continuato, dalle ore 7,45 alle ore 16,00 e non saltuariamente come vedremo falsamente attestato dall'Amministrazione dell'Ospedale Fatebenefratelli di Milano.

Miniatura: Ordine di Servizio n.1 rilasciato dall'Ospedale Fatebenefratelli di Milano Miniatura: Ordine di Servizio n.2 rilasciato dall'Ospedale Fatebenefratelli di MilanoMiniatura: Ordine di Servizio n.3 rilasciato dall'Ospedale Fatebenefratelli di Milano

Sisu pertanto è stato anche quello che la signora Nigris parecchie volte veniva lasciata da sola (provato dagli ordini di servizio e da testimonianze), a svolgere il lavoro di accettazione dei materiali organici. Con una notevole mole di lavoro, l'impiegata doveva dividersi tra rispondere al telefono, rispondere agli ammalati-utenti che accedevano a quel servizio, registrare al computer i materiali biologici da analizzare (urine, escreati, vetrini di Pap-Test, liquidi ascitici provenienti anche  delle sale operatorie etc.) e lavarsi le mani ogni volta che i contenitori debordavano, anche laddove erano stati raccolti in contenitori improvvisati dagli ammalati utenti, come per esempio erano quelli delle bottigliette che avevano contenuto succhi di frutta acqua altro etc. Infine, quelle stesse impiegate, di tanto in tanto, dovevano asciugarsi le goccioline di saliva degli ammalati utenti che accidentalmente investivano il loro volto, perché non vi era una barriera protettiva trasparente neppure dopo che il personale impiegatizio ne avrebbe presentato accorate richieste verbali ai diretti superiori, di cui oltretutto faceva parte anche il personale medico. Di tutto questo la stampa, benché informata dei fatti non ha mai voluto dare notizia, verosimilmente per meglio fare proteggere "la poltrona" di qualcuno che non la merita e che si è fatto collocare nell'apparente candido piedistallo degli "individui intoccabili".

Purtroppo, solo chi prova sulla propria pelle il dolore causato dal crimine e dalla connivenza che ne consegue può capire con certezza che in Italia non vi è né pluralità né pluralismo delle voci: è tutta una farsa, ove la democrazia, in questo caso, è completamente latitante. Di conseguenza bisogna capire anche che l'ignaro cittadino in tal modo riceve una disinformazione, sia per quanto riguarda la qualità, sia per il contenuto delle notizie. La signora Nigris è sempre rimasta sconcertata per la giustizia finta che ha subito fino ad oggi. A questo punto non si può fare a meno di fare pensare anche alla stessa torturata donna, che sia la giustizia che la persona offesa dal reato siano come due giocattoli nelle mani di noti uomini di elite che detengono il potere politico ed economico, ai quali paradossalmente si era rivolta disperata, ma fiduciosa, chiedendo anche a loro aiuto, informandoli correttamente per iscritto di tutti i crimini subiti.

Da qui, omissione di atti di ufficio, falso ideologico e violenza privata da mobbing sono stati lasciati reiterare ai danni della poveretta per i successivi dodici anni sempre con gli stessi obiettivi: l'usurpazione dei diritti di legge e di contratto relativi alla causa di servizio. Con Sentenza della V Sezione del Consiglio di Stato del 21 maggio 2002 n. 4394/02 è stato statuito anche quanto segue: "dovranno essere accuratamente valutate le effettive condizioni lavorative dell'interessata in relazione al rischio di contagio". L'Amministrazione dell'Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano a questo punto ha permesso, se non commissionato!!, che fosse copiata parola per parola tutta una relazione del Servizio di Medicina Preventiva ed Occupazionale dello stesso Ospedale che era stata scritta ed utilizzata con attestazioni false due anni prima. Per tale ragione, la relazione del 10 agosto 2000 n. 288/00 e quella del 27 settembre 2002 n. 108 sono perfettamente identiche parola per parola,(gemelle, eccetto la data). Ho visto che in Italia si permette tacitamente ai funzionari di un'Amministrazione di un ospedale pubblico, di prendersi gioco anche di quanto viene Statuito dal Consiglio di Stato. Ove vi sono riscontri oggettivi di una certa allarmante gravità, non credo che i cittadini informati possono mai credere davvero di vivere in uno stato di diritto.

Successivamente la signora Nigris ha ricevuto una lettera anonima, per la quale ha subito sporto denuncia-querela su consiglio di un avvocato di fiducia, e, depositando copia di detta lettera al Tribunale di Milano, perchè tale comunicazione tendeva apertamente a fare intendere che già qualcuno aveva avuto il privilegio di sapere in anticipo la seconda decisione che avrebbe dovuto successivamente adottare la Camera di Consiglio del Consiglio di Stato. Sostanzialmente con quella lettera alla Nigris, veniva comunicato testualmente quanto segue: "non vincerai - con 80.000 Euro al Presidente del C.d.S. il caso sarà chiuso. Io so ma non posso aiutarti - Una collega" Anche la dipendente, non può sapere se tale somma sia stata effettivamente pagata, ma ha potuto constatare la fase successiva: quando ha constatato la conferma del risultato preannunziato, leggendo le conclusioni della sentenza della medesima sezione del Consiglio di Stato del 29 settembre 2003 n. 5510/03 ha sgranato gli occhi ed ha avuto un malore lentamente poi lo ha superato, comunque non senza ulteriori conseguenze sulla sua già precaria salute e sulla sfera della sua vita.

Miniatura: Lettera anonima pervenuta alla Sig.ra Giovanna Nigris in data 3/07/03
Miniatura: Ricevuta del Tribunale di Milano per l'atto di denuncia-querela

Ciò è accaduto anche perché inspiegabilmente nelle conclusioni della Sentenza non vi era più alcuna traccia di quanto di illuminante il Tribunale Amministrativo Regionale aveva scoperto sulle attestazioni false dell'Amministrazione ospedaliera. In questo modo si è adombrato tutto ciò che i Giudici Amministrativi avevano fatto emergere e messo in luce di immediatamente rilevante, come prova piena di non credibilità su quanto sostenuto della stessa Amministrazione dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano. Inoltre, sempre inspiegabilmente, con la suddetta ultima sentenza, come preannunciato dalla lettera anonima, il caso in quella sede è stato chiuso, addirittura con l'ingiusta affermazione che la signora Nigris non si sarebbe voluta presentare alle visite mediche preparate e richieste dall'Amministrazione dell'Ospedale. Tutto ciò contrasta gravemente con la documentazione prodotta, in quanto tutto particolarmente motivato. Non si capisce perché si è preferito non tenere conto che la Nigris, per quanto concerne l'aspetto penale subito, è stata consigliata dal suo avvocato penalista a non presentarsi alla visita medica, perchè ancora viziata dal falso ideologico e dall'omissione di atti di ufficio, difatti in un paragrafo di una memoria l'avvocato di fiducia testualmente recita: "...Infatti, quella visita, fondandosi sulla relazione 27.9.2002 del Servizio di Medicina Preventiva, scorrettamente anticipatoria del suo esito negativo, anche per le falsità di fatto che ne erano il presupposto, non poteva che confermare "solennemente" le conclusioni, con ciò attuandosi una sostanziale e grave elusione del "nuovo" e rigoroso accertamento imposto dal Consiglio di Stato. E', quindi, appena il caso di aggiungere che mai questo rifiuto potrebbe configurare "l'ingiustificata" assenza di cui all'art. 6, com. 11 DPR 20.10.2001 n. 461".

L'Azienda Ospedaliera proprio applicando scorrettamente, in modo meramente strumentale, tale articolo è giunta senza alcun nuovo accertamento ad escludere la "causa di servizio", con allegata delibera."  Malgrado ogni dovuto chiarimento sui comportamenti criminali subiti, messi a conoscenza sia del Consiglio di Stato (depositando una memoria), sia della Commissione Medica Militare ed infine ricordate all'Amministrazione dell'Ente datore di lavoro, inviando due raccomandate a.r., il 19 novembre 2002, portanti i particolari gravi aspetti giuridici per cui come detto, il noto professionista sconsigliava alla sua assistita di sottoporsi ad una nuova visita medica, inutile per il riconoscimento della causa di servizio, perchè, sui fatti di servizio, tale visita era ancora basata su false attestazioni e omissioni di atti di ufficio,al Consiglio di Stato verosimilmente hanno fatto finta di non sapere nulla di tutto questo.

Pertanto dai documenti pure prodotti, si può facilmente fare osservare perché la Nigris non può essere accusata di non essersi voluta presentare alle visite mediche, in quanto verrebbero considerate ingiustificate assenze alla visita medica, che erano invece assolutamente giustificate, in quanto assenze appositamente provocate dalle attestazioni false dell'Amministrazione dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano. La dipendente, come chi scrive, non capisce perché è stato completamente ignorato il punto fondamentale giuridico e di buon senso per il quale nessuna persona in grado di intendere e di volere, accetterebbe di presentarsi, perfino contro il parere del proprio avvocato di fiducia, ad una visita medica illegalmente pilotata con attestazioni false. E' inconcepibile che l'accertamento sui fatti di servizio venisse ancora lasciata fondare su relazioni tanto false, quanto contraddittorie e fuorvianti, sempre lontane dalla realtà sostanziale dei fatti. La Seconda Commissione Medica Ospedaliera Militare di Milano evidentemente intuita la gravissima situazione in cui come abbiamo visto, era stata sottoposta la dipendente, scriveva: "...pregasi comunicare se alla dipendente siano stati forniti adeguati mezzi di protezione" (il grassetto è mio). Le suddette attestazioni false, contradditorie e forvianti, sono state verosimilmente preparate con il solo scopo di continuare ad impedire una valutazione obiettiva e rigorosa alla Commissione Medica Militare su come effettivamente i fatti di servizio si sono svolti. Una vergogna dietro l'altra ai danni di una donna fatta divenire ammalata e disabile! Il Colonnello medico dell'Ospedale Militare di Milano, in presenza del sottoscritto, disse alla signora Nigris che se anche come impiegata fosse stata adibita saltuariamente a quel servizio di accettazione di materiali organici, come aveva certificato l'Amministrazione dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano, non aveva alcuna importanza perchè per essere contagiati basta anche solo un contatto, con il materiale infetto!

Miniatura: Attestazione falsa n.1 rilasciata dall'Ospedale 
Fatebenefratelli di MilanoMiniatura: Attestazione falsa n.2 rilasciata dall'Ospedale Fatebenefratelli di Milano
Miniatura: Attestazione falsa n.3 rilasciata dall'Ospedale Fatebenefratelli di MilanoMiniatura: Attestazione falsa n.4 rilasciata dall'Ospedale Fatebenefratelli di Milano

Relativamente alla natura professionale (infortunio sul lavoro) della malattia infettiva (Tubercolosi) contratta dalla Signora Giovanna Nigris, in data 24 Luglio 1995, persino il Responsabile U.O.T.S.L.L.- Ufficiale di Polizia Giudiziaria della U.S.S.L. n. 75/1 di Milano con nota del 24/07/1995 prot.n° 392/95, sotto riportata, concludeva con la seguente espressione:"...Per quanto riguarda l'eventuale natura professionale della infezione contratta la sussistenza di un rischio generico in tal senso giustifica la richiesta di riconoscimento di "causa di servizio" da lei effettuata..." (il grassetto è mio):

Miniatura: Documento della USL del 1995 - cliccare per ingrandire

Oggi la salute della dipendente, a causa del peggioramento dei postumi della Tubercolosi è divenuta più allarmante, tanto che è costretta a deambulare con ausili (stampelle) ed inoltre è in ossigenoterapia quotidiana per Bronco pneumopatia cronica ostruttiva (B.P.C.O.)e dispnea da sforzo a bassa soglia. Inoltre, alla Nigris, il mese di aprile 2002, dopo tre giorni di Day-Hospital, trascorsi presso il reparto di Neuropsicologia Professionale del Dipartimento di Medicina del Lavoro degli Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano è stato formalmente valutato, riconosciuto e concluso il referto che la stessa dipendente, a causa della pregressa e protratta situazione occupazionale avversativa, (emarginazione, umiliazioni, penalizzazioni economiche ecc.) è stata riscontrata positiva sia al Lavoro /Disagio, sia al Disagio /Mobbing.

Miniatura: Referto rilasciato dal Dipartimento di Medicina del Lavoro e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro di Milano, aprile 2002 - riconoscimento Lavoro DisagioMiniatura: Referto rilasciato dal Dipartimento di Medicina del Lavoro e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro di Milano, aprile 2002 - riconoscimento Lavoro Mobbing

Al Consiglio di Stato, sempre inspiegabilmente, benché in possesso di copie del documento, nelle conclusioni dell'ultima Sentenza non è stato fatto cenno neppure a tutto questo. Oggi la mobbizzata e torturata dipendente, a causa dei postumi della tubercolosi è colpita da vertigini e dalle crescenti acuzie del dolore agli arti inferiori che comprendono anche crampi improvvisi, talvolta al massimo grado del dolore (definizione questa refertata dopo accurata visita dal medico specialista in ortopedia) ed in queste condizioni per anni si è recata al lavoro, sempre più malferma sulle gambe e nell'equilibrio (deficit questo ultimo diagnosticato dal medico O.R.L. specialista del centro delle patologie dell'equilibrio di Milano). Proprio per la notevole difficoltà alla deambulazione, la signora, dalla A.S.L. di Milano, è stata riconosciuta portatrice di handicap in base alla Legge n. 104/92 (incidentalmente la Nigris mi fa notare che per la suddetta visita, alla Commissione della A.S.L. è stata fatta visitare da un medico specialista ortopedico, proveniente proprio dall'Ospedale Fatebenefratelli e come la stessa ha potuto capire si affaccia l'ipotesi che la grave patologia ortopedica agli arti inferiori ed il suo deficit di equilibrio siano stati refertati notevolmente ridotti rispetto all'attuale reale corrispondente loro gravità). Se così fosse, penso che la riduzione permanente della capacità lavorativa sarebbe stata gravemente sottovalutata e la signora, quotidianamente, in tal caso, sarebbe in pericolo di nuove precipitazioni anche sul luogo di lavoro ed ancora una volta con ulteriore grave pregiudizio alla sua salute, alla sua incolumità ed alla sua sicurezza che ognuno informato dei fatti, responsabile delle istituzioni italiane continua ostinatamente a fare finta di non sapere.

La malcapitata dipendente, prima di essere in malattia grave riconosciuta anche dalla A.S.L. di Milano, si recava al lavoro con lo stipendio in buona sostanza, illegalmente decurtato e ciò per tutti i raggiri sopra esposti. Ma v'è di più, la suddetta Amministrazione dell'Ospedale Fatebenefratelli e Olfalmico di Milano ove lavora la Nigris, forte del fatto di essere riuscita a confondere o raggirare persino il Consiglio di Stato a suon di milioni di vecchie lire di parcella, pagati al proprio avvocato per fare nascondere i fatti di servizio, e forte del fatto che il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia ha poteri inferiori a quelli del Consiglio di Stato e pertanto non può modificare ciò che è stato deciso da quest'ultimo, ha deliberato il recupero di oltre trenta milioni di vecchie lire, che il T.A.R. per la Lombardia aveva fatto erogare all'impiegata a titolo di equo indennizzo per il contagio della tubercolosi avvenuto in servizio e per causa di servizio.

Ma v'è di più, nella stessa delibera è stato paradossalmente anticipato che è al vaglio anche il recupero delle spese legali occorse all'Amministrazione per potere continuare i propri comportamenti apertamente illegali ai danni della propria dipendente. Come può vedersi invece, l'avvocato dell'Ospedale non ha convinto il T.A.R. per la Lombardia, che con due Sentenze non ha mai ceduto ad alcuna pressione, che solo apparentemente era giuridica, (lo si capisce ancor più chiaramente leggendo il secondo dispositivo), perché lo stesso Tribunale Amministrativo Regionale non poteva credere alla presentazione di teorie fumose, contraddittorie e illegittime dell'Amministrazione dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano. In questo modo ha precisato da tempo un avvocato di fiducia della Nigris, in mia presenza, che vi è persino l'istigazione a gesti estremi della dipendente! Quanti se ne fanno morire di lavoratori in Italia in silenzio e in questo modo?

Anche se vi è stato un contegno Sisu da parte della Nigris, i funzionari dell'ospedale responsabili dei danni alla persona e della sua rovina, che si sono susseguiti nel tempo, non hanno mai cambiato il proprio atteggiamento lesivo ed hanno sempre voluto apertamente dimostrare di sapere con certezza di essere considerati al di sopra della legge e pertanto di potersi permettere di potere continuamente porre in essere ulteriori danni alla persona della signora Giovanna Nigris con continui stress emotivi e nuovi abbassamenti delle difese immunitarie anche da ammalata e disabile, affetta da ipertensione arteriosa, cardiopatia, (con due pregresse pericarditi), inizio di ipertensione polmonare, bronco pneumopatia cronica ostruttiva (B.P.C.O.) ed altro ancora. Continuando a curarsi le ricadute delle conseguenti infezioni ricorrenti (cistiti e bronchiti) con febbre, la stessa dipendente potrebbe finire le cure con il doversi curare in dialisi e quindi ancora con ulteriore danno all'apparato urinario. Sempre a seguito di forti stress emotivi e conseguente procurato abbassamento delle difese immunitarie da parte dell'Ospedale Fatebenefratelli di Milano, la signora Nigris è stata indotta a doversi curare con una nuova cura antitubercolare durata altri nove mesi per la seconda volta, perchè ancora affetta da malessere, febbre e pericardite.

Tutto questo è il frutto della violenza, la mano della violenza  che si è scatenata contro la dipendente ospedaliera. Nella scala evolutiva delle creature umane più spregevoli di questo pianeta, torturatori, traditori e aguzzini senza alcun dubbio rappresentano il fondo!  Vorrei chiedere un giorno al Presidente della Repubblica Italiana, che oltretutto ho sempre sentito nel mio cuore, sia per la Sua levatura morale, sia perché è livornese come me, come tutto quello di cui è stata martoriata la suddetta signora, dipendente di una Pubblica Amministrazione, prigioniera di giochi di potere, possa ritenersi di normale amministrazione. Si è compreso molto bene che per i dirigenti dell'Ospedale Fatebenefratelli di Milano con le protezioni politiche alle spalle, risulta estremamente facile giocare con i diritti di legge e di contratto a danno della propria dipendente (è come vedere un elefante che mostra i muscoli alla formica). In particolar modo, si capisce ancora di più la volontà e l'accanimento di completare maggiormente la distruzione della persona.

Da libero cittadino livornese, da persona che non ha mai voluto barattare la propria libertà con un'adesione a qualche partito politico che non merita alcuna fiducia, ma semmai da essi ci si dovrebbe dissociare con disgusto ed indignazione, nonché da ex dirigente regionale sindacale della Cisnal Sanità per la Lombardia e per ultimo anche da infermiere, esprimo tutto il mio sdegno per tutta l'intera vicenda subita sino ad oggi dalla Nigris, perché trovo che sia estremamente disgustoso, nonché criminale e potenzialmente da assassini, quello che ancora viene fatto ingiustamente subire da uno ospedale alla propria dipendente privandola illegalmente dei suoi diritti di legge e di contratto, in maniera controllata e pilotata sino a farle continuamente da anni toccare il fondo della disperazione, forse solo ed esclusivamente come mi è stato più volte chiarito, perché presa di mira verosimilmente da persone altamente pericolose, che non tengono assolutamente conto neppure dei diritti di tutela dei dipendenti portatori di handicap, preferendo sempre verosimilmente ordire ondate e manie di xenofobia sommersa, a causa del fatto che la Nigris è una persona con ceppo materno austriaco il cui cognome della madre è RECH e pertanto ritenuta verosimilmente di fatto in senso dispregiativo "persona diversa" rispetto agli altri dipendenti dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano.

Miniatura fotografia 1: area di passaggio  presso l'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano, per accedere all'ufficio assegnato sul posto di lavoro alla Signora Nigris nell'ultimo trasferimento, la quale con due stampelle, doveva superare la rampa di scale, prive di corrimano in entrambi i lati e prive di gradini con pedata antisdrucciolevole - cliccare per ingrandireMiniatura fotografia 2: prospettiva presso l'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano ove si può vedere la Signora Nigris che sale da quelle scale, senza che le venisse favorito il superamento delle barriere architettoniche - cliccare per ingrandireMiniatura fotografia 3: Altro dettaglio delle barriere architettoniche dello stesso posto presso l'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano, ove oltre alla mancanza di due corrimano si può notare che la porta di ingresso si apre verso l'esterno con i rischi per la sua incolumità che si possono bene immaginare - cliccare per ingrandire
Miniatura fotografia 4: Le barriere architettoniche presso l'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano dove si possono notare i gradini delle scale e la Signora Nigris che con gli ausili si appresta ad aprire la porta, tirandola verso di sé, con gli ulteriori rischi per la sua incolumità che si possono bene immaginare - cliccare per ingrandire Miniatura fotografia 5: Le barriere architettoniche presso l'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano; gli stessi gradini e la Signora Nigris nell'impresa di scendere, come di consueto, con l'ausilio delle stampelle - cliccare per ingrandire

A prescindere, a nessuno può essere concesso il diritto di stroncare, annientare, distruggere, capovolgere, annullare, spezzare una vita, svitalizzare il respiro di una ormai scomoda vittima della violenza, perchè sarebbe come calpestare ogni ragione di civiltà ed ogni principio di democrazia. Io ho sempre stimato il nostro caro Carlo Azeglio Ciampi, spero in un suo intervento e sono convinto che a lui personalmente delle torture psico-fisiche che vengono fatte patire alla signora Giovanna Nigris non è stato mai informato nulla. Spero che qualcuno prima o poi lo informi e mi faccia sapere. Io credo che anche egli portandosi una mano sulla coscienza, possa umanamente sostenere che sia profondamente giusto che la signora Nigris non debba ancora continuamente trovare ostacoli illegittimi alla realizzazione del suo encomiabile desiderio di promozione e riscatto sociale, (anche da una umiliazione che oramai dura senza sosta dall'anno 1992), con la realizzazione del suo indiscusso diritto a vedere realmente applicare la normativa positiva vigente, creata dal legislatore per la specifica tutela dei lavoratori invalidi per servizio e portatori di handicap protetti anche "si dice" dalla legge n.104/92.

Comunque auguro sinceramente che la mobbizzata e martoriata signora, possa comunque ricevere solidarietà dalla gente desiderosa di avere un'Italia migliore, sgombra da una giustizia illusoria e farisaica. Io ho scritto anche col cuore questa vicenda, perché occorre che qualcuno faccia il primo passo con spirito umanitario e con il lavoro di volontariato. Spero che in tempo utile qualcuno faccia porre fine alle ignominie vergognose che vengono fatte subire dal posto di lavoro alla signora.  Volevo rimanere nell'ombra e aiutarla in silenzio come ho fatto in altri casi di maltrattamento, ma adesso da qualche tempo sono uscito allo scoperto e cercherò ancora di evitare gesti estremi a cui è spinta da troppi e troppi anni la signora Nigris. Io ho fatto il primo passo: chi sarà d'accordo con me, continui il proprio cammino, come meglio crede senza tuttavia dimenticare che siamo tutti sotto lo stesso cielo e pertanto per qualsiasi motivo prima o poi chiunque potrebbe incappare da giovane o meno giovane vittima della violenza subdola, nascosta e protetta di cui non si parla mai, seguita da quella inerzia di soccorso, che atterrisce ulteriormente chi resta sempre vittima di reato. Tre motti che io amo credere:

1) "Vi sono momenti, nella vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre" (Oriana Fallaci).

2) "La giustizia rende un popolo grande, il vizio lo conduce alla decadenza". Bibbia (14-34).

3) "Pace non è solo il contrario della guerra, non solo lo spazio temporale tra due guerre. Pace è di più. E’ la legge della vita. E’ quando noi agiamo in modo giusto e quando tra ogni singolo essere regna la giustizia" (Detto Indiano Iroche).

La vita è un ciclo di continui e infiniti cambiamenti, pertanto né noi né tutto il creato rimarremo mai gli stessi. Talvolta però l’uomo, ponendosi in contrasto sia con la natura, sia con il buon senso e con la morale, causa ulteriori effetti disastrosi anche alle persone che vorrebbero vivere una vita normale, con pari dignità sociali. La vicenda di mobbing estremo nella Pubblica Amministrazione che state leggendo in questo sito con annesse le prove di illegalità e di raggiri amministrativi e giudiziari avviene in Italia, ancora nel terzo millennio. Il Governo della Repubblica, in questo caso, da parecchio tempo, come si può vedere, dimostra di non esistere, così pure come dimostrano di non esistere le tanto decantate Garanzie Costituzionali.

E' molto triste che nel nostro Paese si debba sentire parlare dai mass media di vittime del lavoro, soltanto quando qualcuno di costoro, in un modo o nell'altro, ma tutti silenziosamente e umilmente, escono di scena dalla vita, senza che nessuno ci pensi prima che ciò accada e lo impedisca. Di fronte a tutto questo siamo presi, non soltanto da commozione e rispetto, ma anche e soprattutto da un gran senso di mortificazione e da una sorta di complesso di colpa, per avere un po' tutti consentito che tante energie, tanto entusiasmo e tanto Sisu si disperdessero, per poi in seguito scomparire fra la generale disattenzione o particolare connivenza ed omertà, senza che alcuno si preoccupasse o si fosse preoccupato di utilizzare quelle doti proprie degli onesti cittadini-lavoratori, mettendo davvero a loro completa disposizione le strutture di protezione minime più elementari necessarie sia alla prevenzione ed alla difesa dagli infortuni sul lavoro e dalle malattie professionali, sia alle relative disastrose interminabili conseguenze.

Quando poi negli anni si continua a riscontrare che lo Stato si dimostra completamente assente e non interviene né prima, con delle sufficienti ispezioni accurate sui posti di lavoro, laddove i lavoratori sono in continuo pericolo, né poi, laddove dopo le lesioni colpose gravissime causate, vengono appositamente fuorviati e occultati i fatti di servizio alla Commissione Medica Militare, impedendo così persino la valutazione del nesso di causalità sofferto dalla parte lesa, non si può causare che ulteriore preoccupazione, apprensione e sgomento.  A mio modesto parere non solo la persona che ha subito danni gravi e irreparabili non viene soccorsa e tutelata da quel complesso di norme giuridiche con cui lo Stato, mediante una sanzione (pena), (si dice) che proibisca a tutti determinati comportamenti umani (reati), ma negli anni successivi, quando lo Stato ancora non interviene fattivamente, la persona offesa da reato,nell'ambiente di lavoro è costretta a dovere subire anche manifestazioni di derisione e di scherno, sia dai diretti superiori, sia da alcuni colleghi. Quindi ulteriori vessazioni,ritorsioni e cinici comportamenti criminali senza fine. Tutto ciò a causa di tutti quei funzionari dirigenti dell'ospedale che si vedono considerati al di sopra della legge.

Spero che presto ci sia un movimento o un partito politico Sisu, che smascheri rispettivamente le organizzazioni protette e quelle di copertura, che commettono o fanno commettere atti e fatti violenti di crudeltà, terrorizzando persino anche chi è stato fatto divenire disabile e non facendo riceve per interminabili anni le tanto decantate protezioni dallo Stato. Io credo che soltanto un movimento Sisu può migliorare le condizioni in cui l’Italia, è stata ridotta. Se il movimento Sisu sarà capito ed accettato, la violenza di chi ha il potere politico dovrà cessare e lasciare il posto a chi crede veramente nella possibile pace, nella giustizia e nell’onestà. Ho coniato il nome di un movimento di cui credo che l’Italia abbia estremo bisogno per la illegalità fatta figurare come fosse normale amministrazione, affinché la gente possa ricevere quella tranquillità soprattutto di spirito, senza la quale non vi è possibilità di ben vivere.

Urgono energici interventi costruttivi, leali, pacifici e lungimiranti a cominciare da quelli che deve davvero garantire lo Stato a tutti i cittadini e senza discriminazioni verosimilmente persino camuffate da costruiti motivi che forniscono giustificazioni di rinvio di udienze, sino alla prescrizione dei reati. Mai io stesso avrei creduto se non avessi visto le PROVE, che in Italia si distruggesse lentamente sempre più così persino una donna fatta divenire ammalata e disabile.

Quindi per un futuro davvero migliore apriamo la porta alla lealtà, all’onestà ed alla vera giustizia. Chiunque intenda scrivermi o telefonarmi per qualsiasi ragione e non dovesse ricevere una mia risposta sappia sin da ora che non è mai stato mio costume non rispondere a chi mi scrive o mi telefona. In tal caso significherebbe soltanto che la corrispondenza, o la telefonata non mi è stata fatta pervenire. Ci sono troppe false ed insospettabili persone oneste, ovvero soggetti timorosi di essere smascherati e bollati quali quelli che sono: dei fuori legge. Sono stato messo a conoscenza che alla signora Giovanna Nigris accadono gravi disturbi all'impianto internet a casa sua e una parte della corrispondenza inviata sempre via internet non le viene recapitata, che sia anche questo normale amministrazione?

Cordialmente
Giacomo Montana
Tel. cell. 041765971524


Milano, agosto 2005
(integrazione del testo del Marzo 2004)

vedi anche la recentissima Cronaca documentata presso la Asl di Milano


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