Cronaca di una lunga serie di illegalità contro una donna senza tutele sul posto di lavoro.
Al Ministro della Salute
prof. Girolamo Sirchia
Piazzale dell'Industria, 20
00153 - ROMA
Legittima difesa, perché vengono protette cordate di responsabilità
individuali e collettive, anche di fronte a lesioni colpose
gravissime continuate sul posto di lavoro, omissione di atti
d’Ufficio; calunnia; violenza con falso ideologico per costringere
la parte lesa a non sottoporsi agli accertamenti presso la
Commissione Medica Ospedaliera Militare per il riconoscimento della
causa di servizio; artificio consumato ancora oggi ai danni della
stessa parte lesa: io Giovanna Nigris persona fatta divenire
disabile grave, con danni all’integrità fisica collegabili a fatti
colposi ed illeciti, causati apertamente da dirigenti dell’Ente
datore di lavoro con trattamenti contrari al senso di umanità, senza
tutela della vita e della incolumità della persona, sino a ridurmi
cardiopatica, affetta da B.P.C.O e con gravi problemi alla
deambulazione, con difficoltà di equilibrio ed altro ancora.
Tutto accaduto apertamente nel comparto "Sanità", proprio in quei
luoghi tanto decantati di scienza e coscienza e lungi dall’essere
sospettati che vi lavorano potenziali assassini, tanto che oggi,
dopo tutto quello che di illecito mi è stato fatto accadere,
utilizzando violenti stress emotivi si cerca di causarmi una
apparante morte naturale, tutto è accaduto nonostante che proprio
all’insegna “di scienza e coscienza” si è sempre saputo che, in
tanti casi la risposta è perentoria: la salute non ha tempo da
perdere, specialmente quando è stata tanto defraudata.
Quando la rinomanza di Stato democratico fa occultare con
estrema facilità tutto ciò di cui all'oggetto, con derisione e
scherno, tutto consumato ai danni di una donna fatta divenire
disabile grave e cardiopatica sul posto di lavoro, dipendente
della Pubblica Amministrazione, sino al tentato omicidio a causa
di procurati continui violenti stress emotivi, attraverso
l'artifizio di falsità sui fatti di servizio, reiterati ancora
ai danni della stessa donna, sino ad indurla a rimanere
indigente e portandola alla disperazione ed all'esasperazione,
sino all'istigazione di gesti estremi,
per quella vittima lo Stato democratico non esiste!!!
E' terribile avere constatato che insospettabili dipendenti
dirigenti della Pubblica Amministrazione
siano pagati profumatamente, anche quando fanno finta di non
capire un dramma umano, che non sfuggirebbe neppure a chi è
dotato di uno scarso spirito di osservazione. Oggi ho
costatato che ai danni della mia persona si gioca con lo spirito
della Costituzione, con le leggi, con le Istituzioni dello
Stato, con la mia salute ed infine attualmente con la mia stessa
vita.
E' terribile vedere i propri carnefici rimanere impuniti negli
anni e, oltretutto, che venga permesso ad una parte di essi, o
tollerato, di deridere e schernire la parte lesa, con falsità
sui fatti di servizio e con falsità consistenti persino nel
dolo, dato dalla macroscopica coscienza e volontà di incolpare
ingiustamente la vittima che si sa innocente, sul fatto
che avrebbe deciso lei stessa di non sottoporsi a visita medica
presso la Commissione Medica Ospedaliera per i necessari
accertamenti, quando, proprio in quella stessa sede i dirigenti
accusatori hanno fatto pervenire attestazioni false sui fatti di
servizio, proprio per farmi sconsigliare, anche dal mio avvocato
penalista di fiducia, di sottopormi a tale visita medica, resa
appositamente viziata sulla comunicazione dei fatti di servizio
dall'Amministrazione ove lavoro. Ciò perché, per quanto mi
riguarda come parte lesa, viene impedita la valutazione del
nesso di derivazione causale del contagio della tubercolosi in
servizio e pertanto, come vittima di reato, proprio fortemente
ostacolata, laddove se non vi fossero false attestazioni sui
fatti di servizio, verrebbe fatta luce sulla relazione di
interdipendenza, sino a fornire chiarezza e trasparenza nel
ciclo deterministico, sia degli antecedenti più remoti, sia dei
susseguenti postremi, potendo in questo modo giustamente
coinvolgere gli uni e gli altri, sino a fare emergere
l'illimitata seriezione o catena di anelli causali, anche per
quanto riguarda il peggioramento del mio stato di salute, dopo
le prime lesioni colpose, scatenate dalla violazione, persino
delle norme più elementari di sicurezza e pertanto, dopo il
contagio del morbo, di cui sono espressione e parte integrante
del principio causa causae est causa causati.
E' atroce, dopo le prime lesioni colpose gravissime, subire
anche calunnie del tipo: "la dipendente non si è voluta
presentare alla visita medica", quando si sa bene ed è
provato che questo è stato controllato, provocato e
causato proprio da dirigenti dell'Amministrazione accusatrice,
che vogliono apparire agli occhi di tutti ,ad ogni costo, "con
le mani pulite", irreprensibili e candidi. Per fare recepire con
maggiore attenzione il risentimento che io vivo da persona
offesa da reato, credo sia utile fare ricorso ad un parallelismo
tra due fatti: è come vedere improvvisamente scippare la propria
borsetta, rimanere sbigottiti, senza parole per lo schock e
sentire in quello stesso istante lo stesso ladro che attira
l'attenzione in altre direzioni gridando: Al ladro!!!, al
ladro!!!
E' altrettanto scioccante constatare tutta una farsa, ove ognuno
fa finta di non aver capito, facendo simulare per anni indagini
interne nel comparto della Sanità e pertanto, facendo attendere
me che sono la parte lesa per lunghi anni, per delle indagini di
comparto completamente fittizie e di fatto inesistenti.
Verosimilmente tutti gli addetti ai lavori sanno che quelle
stesse indagini devono servire; non per fare luce sulla verità
reale, ma per stravolgere la verità sostanziale dei fatti, sino
a fare constatare con riscontri oggettivi, non solo
testimoniali, ma anche documentali, che il dolo nella
fattispecie è dato proprio dalla coscienza e
volontà di volermi continuare ad incolpare ingiustamente di non
avere fatto qualcosa di utile per l'approfondimento delle
indagini e del cui fatto si sa bene che sono innocente, perché
ciò mi viene impedito con il comportamento più meschino e
abietto.
Io oggi riconosco a viso aperto che, con tutti gli incomparabili
vizi di nuocere con misfatti, artifizi e giochetti criminali,
non solo sono da oltre un decennio privata di molteplici diritti
di legge e di contratto, per ultimo per quanto attiene i fatti
di servizio sulla richiesta di causa di servizio, ma da
cardiopatica sono anche uccisa lentamente, proprio dal costante
scatenamento di violenti stress emotivi, a causa di vessazioni,
di falsità, di arroganze, nonché dal cinismo, di cui sono fatta
ancora oggi sistematicamente oggetto.
Sottolineerò sempre a testa alta che in
ospedale sono stata adibita a lavorare per tre anni in ambiente
contaminato e senza neppure essere protetta dai più elementari
mezzi di protezione dagli infortuni sul lavoro e dalle malattie
professionali. In quel posto di lavoro, mi è stata contagiata la
tubercolosi, che ho dovuto curare per 14 mesi con la complicanza
di una diagnosi di pericardite e di reumatismo tubercolare. Dopo
tutto ciò, ho chiesto il riconoscimento della causa di servizio
e al posto di essere visitata, con un briciolo di umanità, nei
modi stabiliti dalla legge, per tutta risposta,
dall'Amministrazione ove lavoro, è stato congeniato ed attuato
di inviare false attestazioni, che illecitamente mi hanno sempre
impedito il riconoscimento della causa di servizio: in un primo
tempo è stato attestato falsamente dall'Amministrazione ove
lavoro che io, da impiegata amministrativa, sarei stata adibita
solo saltuariamente alla ricezione di sostanze organiche da
esaminare, quando invece, come risulta dagli ordini di servizio,
quello stesso lavoro veniva
svolto in orario continuato dalle ore 7,45 alle ore 16,15.
Successivamente è stato fatto un ulteriore passo indietro ed è stato
ancora più falsamente attestato che io non sarei mai stata
adibita alla ricezione di sostanze organiche da esaminare;
infine sempre più falsamente è stato attestato e fatto comunicare
che il mio posto di lavoro non era a diretto contatto col pubblico.
Avvocati di mia fiducia hanno scritto lettere e memorie di
chiarimento, per farmi ottenere i miei diritti, anche per quanto
attiene l'aspetto di carattere penale, tutt'ora pendente presso il
Tribunale Ordinario di Milano, ma, mio malgrado, continuo a
constatare ulteriori attestazioni false ai miei danni che quanto
meno tutti tollerano, ancora con paternità proveniente dalla stessa
Amministrazione ove lavoro e poi le stesse attestazioni false
vengono "clonate" anche in altre Sedi. Oggi purtroppo, a causa dei fatti sopra
denunciati, dettagliatamente approfonditi con i riscontri, sono
indotta a sospettare che chi è ai vertici della dirigenza sul posto
di lavoro, stia verosimilmente procedendo in silenzio con gli ultimi
preparativi per causare la mia morte, per potere occultare poi con
più facilità i fatti criminali che ho subito nel posto di lavoro. Ho
sempre più vivo il sospetto che si vuole causare la mia morte,
sfruttando il fatto che sono cardiopatica e con problemi respiratori
(B.P.C.O.), improvvisando violenti stress emotivi, facendomi vedere
scritte improvvise ulteriori falsità e beffe ai miei danni. Sospetto
che in questo modo si intende successivamente fare apparire il
trapasso quale morte naturale ed occultare anche una morte violenta.
Se ciò accadrà, chi mi leggerà non potrà non capire che la mia vita
si è fatta spegnere a forza di torture, fattemi subire per ulteriori
nove anni dopo le prime violazioni di normative che tutelano i
lavoratori dipendenti sul posto di lavoro, sanzionate persino dal
codice penale e scaturite anche da quanto segue:
1) Le attestazioni false dell'Amministrazione mi hanno da
interminabili anni impedito illegalmente la valutazione del
chiaro significato patogeno dei fatti di servizio. Inviando
false attestazioni ai miei danni, sono sempre stata impedita che
sui fatti di servizio che ho subito, vi sia il necessario
rigorismo obiettivo da parte della Commissione Medica
Ospedaliera Militare. Danni gravissimi e beffe sono fatti
passare da anni inosservati: è una vera ignominia, comportamenti
criminali, anche dopo le prime lesioni colpose gravissime sono
fatti passare come di normale amministrazione col massimo grado
di cinismo. Ancora su questo punto, viene apertamente
manifestato, non solo di non capire l'impedimento antigiuridico,
contrapposto al diritto positivo e di legge, ma viene altresì
dimostrato di volere assolutamente anche continuare ad ignorare
di avere ricevuto le dovute spiegazioni giuridiche, fatte
puntualmente anche pervenire dallo stesso mio avvocato di
fiducia agli indirizzi di competenza. Così, ho visto che si è sempre
più causata alla mia persona una totale assenza assolutamente
irreversibile di quelle particolari funzioni vitali che
alimentano il mantenimento della salute e della dignità umana,
mettendo così più volte in pericolo la mia stessa vita. Sul
posto di lavoro, dall'anno 1992 a tutt'oggi, atti e fatti
penalmente rilevanti, hanno leso la mia persona e gravemente
posto in pericolo diritti individuali, che norme
penali proteggononell'esclusivo interesse del titolare.
2) Dall'anno 1992 all'anno 1995 in violazione dell'art. 2087 c.c.
intitolato "Tutela delle condizioni di lavoro" sono stata impiegata a lavorare
in un locale contaminato e senza neppure i più elementari mezzi
di protezione presso il servizio di accettazione dei materiali
organici (urine, escreati etc.) del Reparto di Anatomia e
Istologia Patologica dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico
di Milano, sino a farmi contagiare la tubercolosi;
L'Amministrazione dell'Azienda Ospedaliera Ospedale
Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano, dall'anno 1995 a
tutt'oggi, alla Commissione Medica Seconda dell'Ospedale
Militare di Milano che ha valutato la causa di servizio,
ha sempre occultati e mascherati con falsità gli ordini di
servizio scritti dai miei diretti superiori e che io a suo tempo
ho ricevuto per lavorare a diretto contatto con gli ammalati
utenti;
3) Attingendo da informazioni di
indagati e poi imputati di reato, rese agli inquirenti
per meglio difendersi, è stato falsamente attestato che il posto
di lavoro ove io prestavo il mio servizio non era a diretto
contatto col pubblico. Gli ordini di servizio, negli anni sono
stati sempre ugualmente occultati alla Commissione Medica
Ospedaliera Militare, anche dopo che, inequivocabilmente ne era
stata avvalorata la determinazione, durante le due udienze del
T.A.R. per la Lombardia che ha accolto le mie Istanze.
(Sentenza del 14 ottobre 1999
n.3418/99 e Sentenza del 27 novembre 2001 n. 7630/01)
4) E' stato fuorviato e occultato il fatto che ho lavorato
dall'anno 1992 al 1995 nel suddetto posto di lavoro, in qualità
di impiegata amministrativa a contatto diretto con materiali
organici degli ammalati utenti, in assenza di vetro di
protezione e senza essere stata dotata né di guanti in lattice,
né di mascherina, né di ricambi d'aria condizionata nel locale;
5) Con tutte le suddette azioni ed omissioni, anche dopo le
lesioni colpose gravissime, procuratemi col contagio della
tubercolosi per gli anni successivi sino a tutt'oggi, mi è stata
fatta subire violenza privata sul lavoro da mobbing (refertata e
riconosciuta dalla Clinica del Lavoro di Milano, dopo tre giorni
di day-hospital), generando ulteriori gravi danni irreparabili
alla mia persona, tanto che a forza di violenti stress emotivi , mi sono
state fatte abbassare le difese immunitarie ed ho dovuto curarmi
per la seconda volta con una cura antitubercolare poiché sono
stata ancora affetta da febbre, linfoadenopatia ed una seconda
pericardite, con dolori atroci e sofferenze disumane;
6) Sulla sentenza del Consiglio di Stato n.4394 del 21 maggio
2002 che al punto 1.5 dell'ultima comunicazione dell'Assessorato
della Regione Lombardia, datata 16/02/2004 Prot. H1.2004. 000 94
90, si vuole verosimilmente camuffare per vergogna con il n.
4344/2002, vi è stata elusione del giudicato, perché non vi è
stato alcun rinnovamento del procedimento dell'accertamento
della causa di servizio, che aveva statuito lo stesso C.d.S.,
ma semplicemente una copiatura da una relazione
di tutte le identiche parole delle false attestazioni e
di tutto il resto, già comunicato due anni prima. Evidentemente
in Italia si stipendiano molto volentieri dirigenti che
falsificano i fatti di servizio.
7) La Sentenza del Consiglio di Stato del 29 settembre 2003 n.
5510/03 è stata condizionata dall'attestazione falsa
dell'Amministrazione dell'Azienda Ospedaliera Ospedale
Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano, che ha voluto trarre in
inganno persino il Consiglio di Stato, facendo apparire tutto
legittimo e regolare, facendo finta di non avere
ricevuto neppure la giustificazione con lettera raccomandata
r.r. del mio avvocato penalista di fiducia, relativa alla mia
mancata presenza alla visita medica presso la Commissione Medica
Ospedaliera Militare competente
Sino ad oggi ,grazie alla
democrazia italiana, mi viene permesso di scrivere la verità
sostanziale dei fatti di servizio e pertanto mi viene permessa
in questo modo legittima difesa contro l'arma criminale e forse
anche letale dell'ostruzionismo, persino sulla mia
sopravvivenza. Io resisto da undici anni. Spero che un giorno
potrò ascoltare il nostro Inno Nazionale, dopo avere visto
finalmente comparire la "Signora Giustizia".
Ho trovato la forza di sopravvivenza, nonostante la violenza
sofferta e le mie condizioni di vita estreme, malgrado che, a
causa di atteggiamenti da "conigli", negli ultimi undici anni
non ho mai potuto contare su un adeguato supporto familiare e
sociale: per troppe persone, anche consanguinee, chi è malato e
bisognoso di aiuto è soltanto un peso da evitare ed abbandonare.
Nonostante l'immagine di estrema vulnerabilità che si ha della
persona gravemente ammalata, in diverse ed estreme situazioni di
tensione capita, come ho fatto io, di prendere posizione attiva
e affrontare il crimine.
A chi mi legge e capisce le torture psicofisiche che ancora
subisco invio cordiali e fraterni saluti e grazie.
Sono stati informati dei fatti le sedi dei partiti politici, che ricevendone copia hanno timbrato per ricevuta e sino ad oggi (9 aprile 2004) non è stata presa nessuna iniziativa (ad eccezione del partito di Rifondazione Comunista che ha presentato due volte interrogazione all'Assessore alla Sanità senza nessun esito positivo, ritenendo così soddisfatto il suo compito).