Cari amici, dopo tredici
anni dai fatti di servizio mi trovo ancora a dovere combattere
contro giganti invisibili, in quanto vengono mantenuti
sistematicamente nascosti. Almeno conoscessi realmente il loro
nome, le loro facce e a chi appartiene tanta codardia. Sono troppi che vigliaccamente
per comodità si nascondono contro una donna per di più
ammalata. Neppure questo mi è dato di capire, perchè essi
meschinamente non si rivelano e agiscono senza mai
uscire allo scoperto. Non so ancora precisamente il perchè
di questo accanimento contro una sola persona inerme.
La vita ha un senso e fra gli uomini ha un senso vivere per
la pace, per l'uguaglianza e la fraternità. Al contrario ogni mese vivo nello stillicidio dell'incertezza del posto di lavoro e vengo mantenuta in servizio in
malattia grave da un anno e mezzo circa (con il minimo stipendio), più tutti gli anni di malattia dopo il
contagio, calcolati nel periodo cosiddetto di comporto. La
Commissione Medica di Verifica, dopo avermi, con una farsa,
sottoposta a visita medica collegiale nell'agosto dell'anno
passato e dopo avermi lasciata interminabili mesi senza alcun cenno di risposta, ha fatto
come Ponzio Pilato, cioè se ne è lavata le mani, senza esprimere
un parere, come invece per legge sarebbe stata tenuta a fare.
Infatti
dopo che con un colpo di mano sono state fatte svanire nel nulla
le firme dei medici componenti della commissione ove sono stata
sottoposta a visita, il presidente che aveva presieduto quella
stessa Commissione ha escogitato e verbalizzato che la mia situazione è troppo complicata per prendere una decisione. Belle scuse! Ma cosa c'è di complicato nel verificare le condizioni fisiche di una persona, quando la
stessa ha potuto dimostrare gravi fatti di servizio e il tutto
con una serie infinita di certificati medici ed accertamenti
clinici, a partire dalla dichiarazione in data 24 Luglio
1995 del Responsabile U.O.T.S.L.L.- Ufficiale di Polizia Giudiziaria
della U.S.S.L. n. 75/1 di Milano con nota del 24/07/1995 prot.n°
392/95,
qui riportata, nella quale concludeva con la seguente
espressione:"...
Per quanto riguarda l'eventuale natura
professionale della infezione contratta la sussistenza di un
rischio generico in tal senso giustifica la richiesta di
riconoscimento di "causa di servizio" da lei effettuata..."
(il grassetto è mio)? Per non parlare delle due Sentenze del
T.A.R. in mio favore, che hanno dato torto ai funzionari
dirigenti dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di
Milano, mio datore di lavoro. Di complicato penso
ci sia solo il fatto che sono stata comandata e lasciata a lavorare
in
ospedale per tre anni in ambiente contaminato senza alcun mezzo
di protezione, senza che mai
nessuno fosse intervenuto ed inconfutabilmente in aperta
violazione dell'art. n. 2087 del codice civile che testualmente
recita: "
TUTELA DELLE CONDIZIONI DI LAVORO -
L'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa
le misure che,secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza
e la tecnica sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la
personalità morale dei prestatori di lavoro (Cost. 37,41)".
Tutto questo è semplicemente assurdo e vergognoso e la gente che
ne viene a conoscenza ne rimane attonita perchè la
Commissione Medica di Verifica di Via Zuretti - Milano in teoria
non avrebbe potuto ignorare il caso, ma ciò verosimilmente è
accaduto soltanto per
potere coprire
le spalle a qualche dirigente dell'Ospedale che viola la legge
ad oltranza per quanto attiene al codice penale e civile, come meglio spiegato in
questo sito. Infatti ha preferito non volersi occupare della mia causa di
servizio. In questo sporco modo sono stati ulteriormente
illegalmente erosi i miei diritti di legge e di contratto.
Non credevo che funzionari dello Stato, facenti parte
della Commissione Medica di Verifica del Ministero dell'Economia
e delle Finanze si piegassero a queste bassezze!
(vedi la
copia del verbale). Il verbale non è stato neppure
firmato, come invece di solito avviene, ad eccezione della firma
del Presidente ed inoltre non si esprime nulla sulle mie
svariate patologie conseguenti alla malattia tubercolare, ma
bensì solo riguardo all'aggravamento della TBC renale, che da
alcuni anni si è stabilizzata. Invece per sporchi interessi
politici di protezione dei colpevoli del contagio, il
peggioramento delle mie condizioni di salute generale, dovuto ai
postumi di questa malattia, non viene neppure considerato,
per esempio non si fa alcuna menzione alla tubecolosi reumatica
e alla due pericarditi tubercolari di cui sono stata affetta e
che hanno procurato notevoli danni alla mia salute ed a tutta la
sfera della mia vita di relazione.
Ad
ogni modo mi incoraggia invece il fatto che almeno non tutti gli
italiani si piegano alla connivenza con i criminali e l'avere
ricevuto centinaia di Petizioni, mi fa ancora sperare in un
futuro per uno Stato italiano migliore.
Io comunque per legittima difesa, reagisco e reagirò sempre alle
violazioni di legge e alle gravi vessazioni e pertanto alle violenze
anche psicologiche a cui giornalmente vengo sottoposta
attraverso le conseguenze inimmaginabili dei danni alla mia
persona (danno all'integrità fisica, danno per lucro cessante, in
quanto limitata nel mio ruolo di produttore di reddito, danno
psicologico e morale e danno esistenziale). Visto come non
funziona la legge in Italia,
la mia reazione di legittima difesa è la mia unica via di scampo.
Credo che peraltro divenga inimmaginabile capire veramente il dolore infinito che provo dentro di me e le
sofferenze fisiche senza fine, perchè, per fortuna, ho un
carattere che cerca di nascondere il dolore al mio prossimo, specialmente
a chi voglio bene. Cerco ugualmente di essere
sorridente, di non essere noiosa, e se posso, di confortare chi
come me soffre per qualsiasi motivo. Cerco di mantenermi in
ordine e pulita e non mi lascio andare neppure nel fisico, anche
se continuamente ancora martoriato
dalla malattia.
Solo io posso sapere quanto ho sofferto e soffro durante e dopo
più di trenta ricoveri in tredici anni e i dolori atroci durante
la malattia tubercolare per i quali desideravo farla finita, perchè
non c'era alcun farmaco - antidolorifici compresi - che poteva
placarli. Anche oggi sono sofferente anche fisicamente per le
conseguenze della grave tubercolosi che mi è stata fatta
contagiare. I dolori muscolari ormai sono di tutti i giorni, il
respiro non ce la fa, il cuore fa le bizze e a volte batte
all'impazzata e a vote salta i battiti, le mie gambe faticano a
camminare, le mani dolgono anche mentre scrivo, continue cure antibiotiche
mi debilitano nelle forze e anche la mia mente a volte fa fatica
per tutto. Quante le dimenticanze, le distrazioni, i vuoti di
memoria! All'improvviso poi subisco attacchi di vertigini per
le quali più volte sono anche caduta a terra e seguita e curata in
Centri specializzati per rallentare il relativo peggioramento. QUESTA IN
BREVE E' LA
MIA VITA DI ORA.
Per non parlare del dolore immenso che sento dentro per il
mobbing e per la giustizia finta che in sede penale ho subito a
causa del pilotato raggiungimento della prescrizione dei reati,
dolore che cerco
di nascondere, minimizzandolo anche a me stessa. Ho pensato che è venuto il
momento di aprire il mio cuore agli amici e a chi mi vuole bene,
dato che se parlano con me o mi vedono forse non possono
immaginare quali sofferenze nascondo. In realtà questo
atteggiamento positivo verso il prossimo mi serve per andare
avanti a vivere, altrimenti penso che il mio fisico non
reggerebbe a tanta sofferenza, umiliazione, devastazione e oscenità. Lo
scherno e la derisione ricevute persino da parte di chi dovrebbe
amministrare o rappresentare la
giustizia non può lasciare indifferenti ed è quello che più mi fa male, perchè oltre a tutto
quello che subisco non vengo neppure aiutata ad avere i miei
diritti di legge e di contratto. Poi mi si dice che in Italia
vige la democrazia, ciò può anche essere vero, ma certamente per
me e per altri perseguitati come me, non è assolutamente così.
IO NON SONO PIU' QUELLA DI PRIMA, sia fisicamente che
psicologicamente, che moralmente, però cerco di resistere così,
a volte con un sorriso, a volte con una battuta di spirito,
talvolta pensando al mio aspetto, andando dal parucchiere se posso, oppure facendo finta di nulla, alla faccia
di tutti quelli che hanno causato e ancora causano cinicamente il mio male.
Questo non vuole essere un piagnisteo, ma una chiarificazione
per chi mi conosce da vicino, per tutti gli amici, senza volere
compassione, ma solo comprensione e per mettere in luce una
faccia, mantenuta costantemente nascosta sia dell'Italia che degli italiani che sono
nelle istituzioni, che sono nei partiti politici o che sono al
Governo.
Non è detto che se incontrate una persona sorridente, essa non
soffra. L'apparenza inganna nella vita e a volte potreste anche
vedere in giro un viso d'angelo che maschera un delinquente senza
scrupoli e senza limiti oppure, al contrario, una persona con "una brutta faccia"
che nel cuore è un angelo.
lo scopo per il quale ho aperto e continuo a tenere in rete
questo sito con grande sacrificio personale è una lotta contro
le schifezze legalizzate che ho avuto modo di vedere agire
contro di me talvolta con il massimo cinismo e talvolta con
inerzia ed indifferenza, ma che desidero sentitamente possa essere utile
anche ad aprire gli occhi ad altri per casi analoghi, in modo che possano con
me e non solo con me, lottare per avere una società italiana migliore,
più umana, più giusta e onesta.
Mi è stato detto da alcune persone in modo infame, con
inimmaginabile falsità ed ipocrisia che io penso solo per me.
Questo molto probabilmente viene detto per interesse clientelare
di comodo e per sminuirmi il coraggio, la legittimità e la forza
nel lottare contro ingiustizie ed illegalità, che ho constatato
che vengono fatte mantenere bene nascoste, anche da chi è
attualmente al Governo in Italia e che io rendo continuamente
note per legittima difesa, cercando disperatamente di
mantenermi in vita, anche in questo modo.
Ho potuto constatare dal marzo del 2004, cioè da quando ho
aperto questo sito, che molte persone hanno capito lo
stillicidio del dolore a cui vengo sottoposta e me lo
dimostrano sempre, inviandomi Petizioni, e-mail di solidarietà,
scrivendo nel Libro degli Ospiti, scambiando links od aiutandomi
in altro modo, per esempio con una parola di conforto, persino
attraverso una telefonata.
Ringrazio caldamente tutte queste persone
per il
loro spirito umanitario e per l'appoggio incondizionato, per la loro voglia di lottare con
me per il raggiungimento di una vera giustizia, di una onesta sanità e
pertanto di
una Italia migliore.
Un saluto affettuoso e tanta riconoscenza a chi mi è stato, mi
sta e mi starà vicino nel percorso di questo calvario, che spero
ancora che, per il salvabile, possa concludersi nel rispetto
della Carta Costituzionale e pertanto della giustizia vera.
Giovanna Nigris
settembre 2005