In seguito, in presenza di un infermiere che
di volta in volta mi accompagna a causa dell'acuirsi dei
miei sintomi, in quella Sede mi è stato più volte comunicato
che il verbale che mi riguarda giace ancora sulla scrivania della
dottoressa presidente della suddetta Commissione senza essere evaso e quindi
contestualmente sino ad oggi vengo privata del relativo
verbale che mi riguarda.
In questo sito internet ci sono le prove e i racconti
dell'escalation della crudeltà e del crimine esercitato
persino contro una donna resa sempre più ammalata e disabile
sul posto di lavoro in ospedale. Dietro l'illecito
e quando la violenza diviene una norma sociale di gruppo, ci
sono strutture pratiche socio-politiche, tuttora dominanti,
con forme di organizzazione che riescono a rimanere intatte
nel tempo, facendo ricorso persino alla protezione di
"individui" informati dei fatti illeciti, i quali a loro
volta si fanno proteggere dai voti elettorali ottenuti con
la fiducia del popolo, fingendo e recitando di essere
rispettosi e fedeli alla democrazia. Chi oggi è garante
della mia buona causa e della mia persona che è anzi
perseguita in modo implacabile da parte lesa e ammalata,
senza giustizia e senza lealtà, fin sull'orlo del baratro?
Lascio ai lettori ogni commento sulla malsana politica o
valutazione in merito.
Inoltre aggiungo che questo mese in un istituto pubblico
ospedaliero milanese mi sono stati prescritti dal medico
specialista antibiotici con posologia da "extraterrestre":
una cura di sette giorni in ben due ricette di 500 grammi di
antibiotico per tre volte al dì,
ovvero
1 chilo e mezzo di antibiotico giornaliero al posto di 1
grammo e mezzo, venendo scambiati dal medico
specialista per due volte i grammi per milligrammi.
Per una sanità ancora peggiore ... basta continuare così!
Per magnanimità ho ritenuto
opportuno che il medico specialista firmatario delle due
ricette non venisse umiliato da più parti ed è per questo
che la sua firma non è visibile su internet. E' certamente
interessante oltre che indispensabile conoscere la genesi,
la realtà, lasciata sempre segreta, della inettitudine
politica attuale, apertamente causa inconfutabile di errori,
distrazioni e crimini, perchè di fatto, in troppe
circostanze, chi viene messo a capo delle istituzioni si
dimostra inesistente e talvolta inefficiente.
Chi fosse interessato complessivamente alla
grave vicenda di lavoro che mi viene tuttora fatta subire,
oppure volesse capire in che modo realmente viene preparato
il futuro politico all’Italia, a prescindere da tutte le
baggianate che ci promettono i personaggi della politica
italiana che sono attualmente al Governo, può leggere e
constatare quanto di agghiacciante e di criminale,
unitamente alle relative conseguenze, mi viene fatto subire
dall’ospedale ove lavoro. Lo Stato di diritto per i
cittadini più indifesi dov’è andato a finire oggi? C’è tutto
per domandarsi questo: la grandezza tragica dell’indotto
pessimo stato di salute causato alla mia persona persino con
l’ausilio di continui violenti stress emotivi, il relativo
costante mio declino, l’emarginazione della mia persona
offesa dal reato di lesioni colpose gravissime, la derisione
e lo scherno che in diverse maniere mi viene ancora fatto
subire persino dalle persone più insospettabili, conosciute
dalla gente come persone oneste e giuste, perché viene
considerato tutto come di normale amministrazione? Dov’è
andato a finire il principio di legalità e il nesso
indissolubile che c’è tra diritto penale e la morale? E’ una
vera ignominia che in un paese ritenuto democratico, tutto
questo venga fatto succedere di nascosto, senza che i mezzi
di informazione informino l’opinione pubblica! Quanti
cittadini lavoratori potrebbero essere soppressi o
verosimilmente sono stati fatti scomparire in Italia,
spingendoli a gesti estremi, facendo in modo che si lasciano
morire? Perché deve passare inosservato questo nuovo tipo di
terrorismo sulla persona?
E’ questa la giustizia, la sanità o la salute e la sorte
che viene preparata per il futuro di chi lavora in Italia,
dai personaggi noti e meno noti della politica?
Anch’io sono tra coloro che vedono manifestare
esagerata inerzia dalle istituzioni incaricate e
che dimostrano risentimento per questa nuova forma di
"
terrorismo silenzioso"
che ad ogni modo fa abbandonare – in senso giuridico – chi
come me è vittima di reato e nonostante tutto quello che
accade, vengono fatti trascorrere parecchi anni, senza fare
incardinare realmente un processo in tribunale. Non
dimentichiamo che la condotta, nell’elemento oggettivo del
reato comprende il comportamento umano costituente reato,
sia consistente in una azione, sia
in una omissione....
Quando una persona lascia la propria
testimonianza delle torture psico/fisiche che le vengono
fatte subire, non solo parla delle personali esperienze di
violenza, ma avanza richieste sia di un pronto intervento
per salvarsi la vita e vivere dignitosamente, sia per fare
valutare di seguito cosa sia necessario attuare,
affinché la distruzione
per mezzo dei danni alla persona, la derisione e lo scherno,
unite al disprezzo per la vita non abbiano a ripetersi per
nessuno. Quando al contrario tutto questo comportamento
abominevole continua pacificamente per lunghi anni a
consumarsi persino in un ospedale, luogo di cura, di scienza
e coscienza, lasciando sopprimere lentamente la persona che
lavora come "assistente amministrativo" di quello stesso
ospedale, allora non c'è dubbio:
le istituzioni di uno
stato che dovrebbero intervenire e paradossalmente
permettono che venga esercitato il silenzio stampa e fanno
finta che tutto sia considerato di normale amministrazione,
sono cadute tanto in basso che di più non si può. Altro che
promesse elettorali fasulle. Parola di una cittadina da anni
vessata con interminabili ignominie e che non si è mai
nascosta, anzi ha sempre denunziato tutto alle opportune
Sedi e persino formalmente manifestato indignazione e
disgusto.
Molti tacciono perchè li colpisce la paura, invece molti
sono ammirevoli, perchè non hanno paura di esprimere in
merito la propria idea. Oggi vedo che non c'è più chi
favorisce la ricostruzione del tessuto sociale organizzativo
in concreto con forme tradizionali di organizzazione
popolare il cui potere di mera interlocuzione della gente
sia riconosciuto dalle diverse istanze dello Stato. Le
promesse elettorali sono divenute sempre più completamente
una finzione. Poi i risultati sono quello che sono, tanto
che per ora non fanno preludere proprio a nulla di positivo.
Non credevo assolutamente che la politica nascondesse amare
verità
ai danni persino di una donna ridotta portatrice di
handicap come me, che ha dato i migliori anni della sua vita
di donna per un lavoro di pubblica utilità e che con le sue
denunce ha presumibilmente salvato molti colleghi da una
identica fine, facendo in modo che, dopo la sua malattia,
informando le istituzioni e protestando, venissero
installati con urgenza tutti gli adeguati mezzi di
protezione, stabiliti dalla legge contro gli infortuni sul
lavoro e le malattie professionali, sia in ospedale e
verosimilmente anche altrove.
Il bilancio dell’odissea che dal posto di lavoro mi viene
fatto vivere dall’anno 1992, si può benissimo definire
catastrofico e della cui spaventosa gravità si ritorna a
constatare sempre nuove vergognose situazioni. Il tremendo
tragico, rivelandosi con uno stillicidio indicibile, implica
la promozione di una vicenda di servizio ad una categoria
più grave. La sua aberrante enigmaticità,
a fronte del fatto che vi
è gente alla guida della Regione Lombardia che si definisce
di religione cristiana e che paradossalmente allo stesso
tempo permette che io subisca estreme sofferenze è a dir
poco allucinante. Questa pagina dolorosa della
materia del contendere riguardante i fatti di servizio che
mi riguardano, credo che non si potrà mai completamente
emendare, finché io non riceverò giustizia vera. Credo che i
crimini che sono stati commessi e in merito ai quali vi sono
testimoni, in un paese democratico, non dovrebbero restare
impuniti, facendo finta che non esistano né le lesioni
colpose gravissime, né il falso ideologico, né l’omissione
di atti di ufficio, né la violenza privata da mobbing.
In un paese democratico, una volta resa nota la verità, il
passo successivo e indispensabile è quello di fare giustizia
e non quello di continuare ad ignorare ogni crimine, facendo
persino privare la vittima del relativo risarcimento!
Fintantoché le istituzioni incaricate di amministrare la
giustizia fanno finta che l’amministrazione ove lavoro si
comporti bene e di conseguenza continuano persino a non
perseguire i successivi reati più recenti, oltre quelli
mandati in prescrizione, non si dimostra nient’altro che
volere accettare il crimine consumato ancora ai miei danni,
anche se in effetti sono parte offesa del reato.
Giovanna Nigris
Milano, 23 febbraio 2005