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Cronaca di una lunga serie di illegalità contro una donna senza tutele sul posto di lavoro.

Per una Sanità ancora peggiore in Lombardia ... basta continuare cosí!

Lesioni colpose gravissime, ove per diversi anni sono stati imputati tre medici e un dirigente amministrativo, responsabili di avermi fatto lavorare da impiegata amministrativa dell'ospedale in un locale contaminato, privo persino dei più elementari mezzi di protezione e in tale locale mi è stata fatta contagiare la tubercolosi, risultato finale, verosimilmente è stato preferito evitare il processo in tribunale, facendo trascorrere molti anni e in questo modo è stato archiviato il caso per prescrizione dei reati di lesioni colpose; Successivamente anche l'omissione di atti di ufficio, il falso ideologico e la violenza privata da mobbing, che inconfutabilmente mi sono stati fatti subire ancora in ospedale, vengono ignorati, oppure verosimilmente anche per questi reati vengono fatti trascorrere ancora gli anni necessari per mandare anch'essi in prescrizione. Dopo che ho vinto contro l’ospedale ove lavoro per ben due volte presso il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, la amministrazione stessa, avendo precedentemente ricevuto mia istanza specifica, nel mese di agosto 2004 mi ha fatto sottoporre a visita medica collegiale presso la Commissione Medica di Verifica del Ministero dell’Economia e delle Finanze di via Zuretti a Milano per conoscere il grado di peggioramento delle mie condizioni di salute.

 
Miniatura: Documento Convocazione per visita medica collegiale - cliccare per ingrandire
 

In seguito, in presenza di un infermiere che di volta in volta mi accompagna a causa dell'acuirsi dei miei sintomi, in quella Sede mi è stato più volte comunicato che il verbale che mi riguarda giace ancora sulla scrivania della dottoressa presidente della suddetta Commissione senza essere evaso e quindi contestualmente sino ad oggi vengo privata del relativo verbale che mi riguarda. In questo sito internet ci sono le prove e i racconti dell'escalation della crudeltà e del crimine esercitato persino contro una donna resa sempre più ammalata e disabile sul posto di lavoro in ospedale. Dietro l'illecito e quando la violenza diviene una norma sociale di gruppo, ci sono strutture pratiche socio-politiche, tuttora dominanti, con forme di organizzazione che riescono a rimanere intatte nel tempo, facendo ricorso persino alla protezione di "individui" informati dei fatti illeciti, i quali a loro volta si fanno proteggere dai voti elettorali ottenuti con la fiducia del popolo, fingendo e recitando di essere rispettosi e fedeli alla democrazia. Chi oggi è garante della mia buona causa e della mia persona che è anzi perseguita in modo implacabile da parte lesa e ammalata, senza giustizia e senza lealtà, fin sull'orlo del baratro? Lascio ai lettori ogni commento sulla malsana politica o valutazione in merito.

 
Inoltre aggiungo che questo mese in un istituto pubblico ospedaliero milanese mi sono stati prescritti dal medico specialista antibiotici con posologia da "extraterrestre": una cura di sette giorni in ben due ricette di 500 grammi di antibiotico per tre volte al dì, ovvero 1 chilo e mezzo di antibiotico giornaliero al posto di 1 grammo e mezzo, venendo scambiati dal medico specialista per due volte i grammi per milligrammi. Per una sanità ancora peggiore ... basta continuare così!

 
Miniatura: Ricetta n.1 di 1 chilo e mezzo di antibiotico: somministrazione giornaliera - cliccare per ingrandire Miniatura: Ricetta n.2 di 1 chilo e mezzo di antibiotico: somministrazione giornaliera - cliccare per ingrandire
 

Per magnanimità ho ritenuto opportuno che il medico specialista firmatario delle due ricette non venisse umiliato da più parti ed è per questo che la sua firma non è visibile su internet. E' certamente interessante oltre che indispensabile conoscere la genesi, la realtà, lasciata sempre segreta, della inettitudine politica attuale, apertamente causa inconfutabile di errori, distrazioni e crimini, perchè di fatto, in troppe circostanze, chi viene messo a capo delle istituzioni si dimostra inesistente e talvolta inefficiente.

 
Chi fosse interessato complessivamente alla grave vicenda di lavoro che mi viene tuttora fatta subire, oppure volesse capire in che modo realmente viene preparato il futuro politico all’Italia, a prescindere da tutte le baggianate che ci promettono i personaggi della politica italiana che sono attualmente al Governo, può leggere e constatare quanto di agghiacciante e di criminale, unitamente alle relative conseguenze, mi viene fatto subire dall’ospedale ove lavoro. Lo Stato di diritto per i cittadini più indifesi dov’è andato a finire oggi? C’è tutto per domandarsi questo: la grandezza tragica dell’indotto pessimo stato di salute causato alla mia persona persino con l’ausilio di continui violenti stress emotivi, il relativo costante mio declino, l’emarginazione della mia persona offesa dal reato di lesioni colpose gravissime, la derisione e lo scherno che in diverse maniere mi viene ancora fatto subire persino dalle persone più insospettabili, conosciute dalla gente come persone oneste e giuste, perché viene considerato tutto come di normale amministrazione? Dov’è andato a finire il principio di legalità e il nesso indissolubile che c’è tra diritto penale e la morale? E’ una vera ignominia che in un paese ritenuto democratico, tutto questo venga fatto succedere di nascosto, senza che i mezzi di informazione informino l’opinione pubblica! Quanti cittadini lavoratori potrebbero essere soppressi o verosimilmente sono stati fatti scomparire in Italia, spingendoli a gesti estremi, facendo in modo che si lasciano morire? Perché deve passare inosservato questo nuovo tipo di terrorismo sulla persona?
 
E’ questa la giustizia, la sanità o la salute e la sorte che viene preparata per il futuro di chi lavora in Italia, dai personaggi noti e meno noti della politica?

Anch’io sono tra coloro che vedono manifestare esagerata inerzia dalle istituzioni incaricate e che dimostrano risentimento per questa nuova forma di "terrorismo silenzioso" che ad ogni modo fa abbandonare – in senso giuridico – chi come me è vittima di reato e nonostante tutto quello che accade, vengono fatti trascorrere parecchi anni, senza fare incardinare realmente un processo in tribunale. Non dimentichiamo che la condotta, nell’elemento oggettivo del reato comprende il comportamento umano costituente reato, sia consistente in una azione, sia in una omissione....
 
Quando una persona lascia la propria testimonianza delle torture psico/fisiche che le vengono fatte subire, non solo parla delle personali esperienze di violenza, ma avanza richieste sia di un pronto intervento per salvarsi la vita e vivere dignitosamente, sia per fare valutare di seguito cosa sia necessario attuare, affinché la distruzione per mezzo dei danni alla persona, la derisione e lo scherno, unite al disprezzo per la vita non abbiano a ripetersi per nessuno. Quando al contrario tutto questo comportamento abominevole continua pacificamente per lunghi anni a consumarsi persino in un ospedale, luogo di cura, di scienza e coscienza, lasciando sopprimere lentamente la persona che lavora come "assistente amministrativo" di quello stesso ospedale, allora non c'è dubbio: le istituzioni di uno stato che dovrebbero intervenire e paradossalmente permettono che venga esercitato il silenzio stampa e fanno finta che tutto sia considerato di normale amministrazione, sono cadute tanto in basso che di più non si può. Altro che promesse elettorali fasulle. Parola di una cittadina da anni vessata con interminabili ignominie e che non si è mai nascosta, anzi ha sempre denunziato tutto alle opportune Sedi e persino formalmente manifestato indignazione e disgusto.
 
Molti tacciono perchè li colpisce la paura, invece molti sono ammirevoli, perchè non hanno paura di esprimere in merito la propria idea. Oggi vedo che non c'è più chi favorisce la ricostruzione del tessuto sociale organizzativo in concreto con forme tradizionali di organizzazione popolare il cui potere di mera interlocuzione della gente sia riconosciuto dalle diverse istanze dello Stato. Le promesse elettorali sono divenute sempre più completamente una finzione. Poi i risultati sono quello che sono, tanto che per ora non fanno preludere proprio a nulla di positivo. Non credevo assolutamente che la politica nascondesse amare verità ai danni persino di una donna ridotta portatrice di handicap come me, che ha dato i migliori anni della sua vita di donna per un lavoro di pubblica utilità e che con le sue denunce ha presumibilmente salvato molti colleghi da una identica fine, facendo in modo che, dopo la sua malattia, informando le istituzioni e protestando, venissero installati con urgenza tutti gli adeguati mezzi di protezione, stabiliti dalla legge contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, sia in ospedale e verosimilmente anche altrove.
 
Il bilancio dell’odissea che dal posto di lavoro mi viene fatto vivere dall’anno 1992, si può benissimo definire catastrofico e della cui spaventosa gravità si ritorna a constatare sempre nuove vergognose situazioni. Il tremendo tragico, rivelandosi con uno stillicidio indicibile, implica la promozione di una vicenda di servizio ad una categoria più grave. La sua aberrante enigmaticità, a fronte del fatto che vi è gente alla guida della Regione Lombardia che si definisce di religione cristiana e che paradossalmente allo stesso tempo permette che io subisca estreme sofferenze è a dir poco allucinante. Questa pagina dolorosa della materia del contendere riguardante i fatti di servizio che mi riguardano, credo che non si potrà mai completamente emendare, finché io non riceverò giustizia vera. Credo che i crimini che sono stati commessi e in merito ai quali vi sono testimoni, in un paese democratico, non dovrebbero restare impuniti, facendo finta che non esistano né le lesioni colpose gravissime, né il falso ideologico, né l’omissione di atti di ufficio, né la violenza privata da mobbing.
 
In un paese democratico, una volta resa nota la verità, il passo successivo e indispensabile è quello di fare giustizia e non quello di continuare ad ignorare ogni crimine, facendo persino privare la vittima del relativo risarcimento! Fintantoché le istituzioni incaricate di amministrare la giustizia fanno finta che l’amministrazione ove lavoro si comporti bene e di conseguenza continuano persino a non perseguire i successivi reati più recenti, oltre quelli mandati in prescrizione, non si dimostra nient’altro che volere accettare il crimine consumato ancora ai miei danni, anche se in effetti sono parte offesa del reato.
 
Giovanna Nigris
Milano, 23 febbraio 2005