Cronaca di una lunga serie di illegalità contro una donna senza tutele sul posto di lavoro.
Approfondimento sulla Petizione Popolare |
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Come leggerete e capirete nelle pagine web che seguono, le soluzioni legali concrete esistono eccome, sono sempre stati alla portata dei cittadini al momento di fare eleggere chi è davvero degno di governare il Paese. Bisogna fare rafforzare i meccanismi di controllo nazionali e regionali sulle occulte e vergognose violazioni di legge e dei diritti umani; impedire in ogni caso che crimini protetti distruggono la povera gente inerme e indifesa. Su tali legittime basi, si deve tentare solidarietà in soccorso alla Signora Giovanna Nigris, vittima impiegata dipendente dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano, sulla scorta di prove documentali e testimoniali esposte in questo sito web, si mettono in evidenza le prolungate torture psico-fisiche e i relativi trattamenti inumani (violazione dei diritti umani di cittadini e di lavoratori) cui la stessa è stata fatta oggetto, sia prima, che dopo avere subito il contagio della tubercolosi sul posto di lavoro, a causa della più assoluta mancanza di mezzi di protezione da contagio e infezione nel reparto accettazione reperti organici (urine, escreati etc.). Nonostante il riconoscimento dell'esistenza del mobbing esercitato ai danni della signora Giovanna Nigris (riconoscimento avvenuto dai Medici Specialisti presso la Clinica del Lavoro degli Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano, così come dimostrato in questo sito web, con copia del verbale medico specialistico), benchè vi siano due schiaccianti vittorie della stessa signora Nigris ottenute contro l'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano avanti al Tribunale Regionale per la Lombardia, (T.A.R.), malgrado che per lunghi anni sono stati mantenuti imputati in attesa di giudizio quattro dirigenti dello stesso Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano, fino al raggiungimento della prescrizione dei reati di lesioni colpose gravissime e malgrado che la proibizione della tortura e di ogni altra forma di maltrattamento rappresenta un obbligo erga omnes, ancora oggi, i funzionari dirigenti di quello stesso Ospedale con il massimo annebbiamento della loro coscienza morale, lasciano agire tutti gli effetti dei reati penali ai danni della dipendente, compreso il falso ideologico e l’omissioni di atti di ufficio. Essi sfruttano ancora gli sporchi effetti già prodotti dai loro stessi artifizi, consistenti in attestazioni false e omissione di atti di ufficio, pacificamente fatte pervenire alla Commissione Medica Seconda del Policlinico Militare di Milano, così come inconfutabilmente dimostrato mostrando in questo sito web copie delle false attestazioni. Non si è mai visto nessun impedimento legale né prima, né poi dalle istituzioni dello Stato, come se si volesse fare capire alla parte lesa e non solo a lei che le persone protette da personaggi del mondo della politica possono violare la legge, come e quando vogliono, perché, come soggetti protetti, resteranno sempre impuniti dalla legge. In questo sporco modo e ottenute le relative conseguenze è sempre stato boicottato il diritto al riconoscimento della causa di servizio alla dipendente con funzionari non curanti minimamente neppure del fatto che la stessa era già stata duramente provata dalla fase del contagio in servizio e per causa di servizio, dalla tubercolosi e dalle massicce e prolungate cure con farmaci specifici. I funzionari di quello stesso Ospedale, verosimilmente assicurati quali soggetti protetti politicamente da qualcuno, fanno sistematicamente mantenere forviata la giustizia, sabotando ancora oggi con la stessa tecnica del confondere e del forviare la verità sostanziale dei fatti di servizio, il diritto della dipendente a ricevere un giusto riconoscimento della causa di servizio. Ciò continua pacificamente ad accadere anche dopo che alla Nigris le sono state fatte subire di nascosto per tredici anni tutte le conseguenze dei reati esposti e provati in questo sito web, aggravati da connivenza e omertà che alcune persone in concorso tra loro continuano a mantenere efficaci pacificamente. Malgrado che come criterio di imputazione della responsabilità civile, la colpevolezza della volontarietà della condotta di nuocere risulti rilevante, questa nonostante tutto, come vedremo più avanti in questo sito web, dopo la violazione nel posto di lavoro dell'art. 2087 c.c. (TUTELA DELLE CONDIZIONI DI LAVORO), fatta subire per circa tre anni alla propria impiegata amministrativa, quella stessa violazione si è vista entrare nel ramo del diritto penale col seguito del reato di lesioni colpose gravissime, falso ideologico, omissione di atti di ufficio e violenza privata da mobbing, tutto questo, ripeto, è accaduto con conseguenze che continuano ad accadere senza che le istituzioni dello Stato abbiano mai fermato tale inconfutabile malcostume. Ora se consideriamo il fatto che lo Stato, mediante la minaccia di una sanzione (pena), proibisce determinati comportamenti umani che danneggiano la persona (reati), perchè vengono considerati contrari ai fini che esso persegue, come può essere concepibile che verso una stessa vittima di reati, lo Stato non dia alcun segno di esistenza, in quanto vengono lasciati negli anni pacificamente agire sulla vittima, persino le conseguenze più lesive di quegli stessi reati prodotti in servizio e per causa di servizio, senza vedere attuare conclusivamente un procedimento giurisdizionale (il processo) ?
Ci vorrebbe una trasmissione giornalistica televisiva che tratti tutte quelle forme di malcostume protetto dalla politica e che immancabilmente degenera in tortura psico-fisica per tutti quei soggetti ai quali non viene resa giustizia. E' noto che la colpevolezza si può presentare in due forme: il dolo e la colpa (art. 2043 c.c.). Quando, come criterio di imputazione della responsabilità, viene fatta luce sulla colpevolezza e nonostante ciò nessuno interviene in favore della vittima di reati, ci si potrebbe chiedere su quali basi potremmo eventualmente escludere che ci troviamo di fronte alla forma più grave, ovvero quella del dolo la quale implica l'intenzione e la volontà diretta a produrre il danno? Dopo tutto ciò, sorge dunque la questione se gli artefici di tali crimini fanno consapevolmente peggiorare le condizioni di salute della signora Nigris Giovanna, lasciandola - per quanto attiene alla causa di servizio - perennemente priva dei diritti di legge e di contratto con la più sporca elusione del giudicato del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia. Più di una volta ho constatato persino l'impressionante superficialità di alcuni medici specialisti nel visitare e valutare le reali condizioni di salute della paziente, dando quasi l'impressione che oggi vi siano disposizioni precise volte a minimizzare il caso clinico e le atroci sofferenze della paziente verosimilmente persino per scoraggiarla a lottare ancora per la causa di servizio. Vedo che gli attuali sintomi patognomonici della signora Nigris ammalata, rovinata e sfiduciata, inspiegabilmente non vengono più studiati con attenzione come prima e anche su questo versante, la stessa, si vede completamente abbandonata a sé stessa con ulteriore devastazione fisica e morale. Attualmente la Nigris soffre di violenti crampi muscolari con relativi dolori ad andamento intermittente anche qui con conseguenti ripercussioni generali sulla qualità della sua vita, con l'incidenza del fatto che i crampi muscolari le causano improvvisi e brusche interruzioni del riposo e del sonno.
Nel mio lavoro di volontariato, in questo caso eccezionalmente vista la gravità, anche protestando per iscritto, so bene di attirarmi le ire di certi personaggi noti della politica italiana, perchè; faccio conoscere fatti reali sistematicamente nascosti all'opinione pubblica, ma per il carattere che ho io, di questo me ne infischio altamente e anche se quanto meno mi creo delle antipatie in tali ambiti dell'alta società non m'importa. La pericolosità sociale camuffata in persone insospettabili deve essere sempre segnalata, valutandone la gravità soggettiva e oggettiva perché la rilevante attitudine di una persona a commettere reato, che poi altri provvederanno ad insabbiare, in mille maniere, deve finire, perché oltretutto per l'abitualità criminosa è anche una vera vergogna incivile del tutto incompatibile con uno stato democratico.
25 dicembre 2005 (con integrazione del 5 gennaio 2006) |
A causa di artifizi politici, verosimilmente perchè
sospettata di essere stata informatrice della
Polizia relativamente all'arresto del mio ex capo
ufficio, durante le inchieste denominate "Mani
Pulite", da impiegata amministrativa mi hanno
fatta lavorare in ospedale per circa tre anni in
ambiente contaminato e senza alcun mezzo di
protezione, assicurandomi che potevo stare
tranquilla e che non correvo alcun pericolo di
essere contagiata da malattie infettive. Questo è
esattamente il contrario di quanto invece mi è
accaduto. Infatti in tale ambiente ho contratto la
tubercolosi con evoluzione e localizzazione
renale, reumatica e cardiaca. Come si vedrà più
avanti nel sito, il processo penale instaurato
all'inizio della malattia non ha mai avuto luogo
e sono stati mantenuti per parecchi anni in
attesa di giudizio quattro imputati di lesioni
colpose gravissime ai miei danni per l'avvenuto
contagio sul luogo di lavoro (tre medici e un
dirigente amministrativo dell'Ospedale
Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano), ciò
sino al raggiungimento della prescrizione dei
reati. Prima di subire queste torture non
avrei mai creduto che queste luride situazioni
accadessero in Italia ad una donna che lavora e
che ha subito reati in un servizio di pubblica
utilità. Evidentemente viene preferito criticare i
crimini commessi in altri paesi per affossare e
nascondere i propri nei vari
"polveroni".
Come si vedrà più avanti,
nonostante che io abbia due schiaccianti vittorie
avanti ai Giudici Amministrativi (Tribunale
Amministrativo Regionale per la Lombardia), i
funzionari dell'Ospedale Fatebenefratelli hanno
sempre preferito andare oltre alle precedenti
violazioni di legge (art. 2087 codice civile) ed
eludere il giudicato, sino a violare pacificamente
ancora la legge, la democrazia e la civiltà.
Come si vedrà più avanti ancora con
riscontri oggettivi, dopo che ho dovuto subire
danni alla persona con lesioni colpose gravissime
per il contagio della malattia infettiva sul posto
di lavoro e relative beffe, con la più evidente e
ignobile arroganza, presso la Commissione medica
II^ del Policlinico Militare di Milano, altri
funzionari dell'ospedale mi hanno
inconfutabilmente fatto subire i seguenti
ulteriori reati: omissione d'atti d'Ufficio,
falso ideologico e violenza privata da mobbing,
tutto ben congeniato per procurare frode al
relativo giudizio medico ancora ai miei danni in
sede di visita medico-collegiale presso la
Commissione Militare.
Vivo ormai da
anni vedendomi
continuamente subire le
conseguenze di questo vile terrorismo
psico-fisico, oltretutto sempre bene mantenuto
nascosto all'opinione pubblica. Ci si potrebbe
chiedere che cosa può pensare una persona, mentre
riflette su tutta questa sporca vicenda e constata
le prove dei danni e dei raggiri esposti in questo sito internet,
se contestualmente qualcuno le dice che l'Italia è
uno Stato di diritto. Questo potrebbe anche essere
vero, non dico di no, ma con indicibile e
inconfutabile discriminazione tra cittadino e
cittadino.
Per chi desidera approfondire la vicenda lavorativa della Sig.ra Giovanna Nigris presso l'Ospedale Fatebenefratelli di Milano, è possibile leggere la Cronaca Documentata nella Sezione: Caso Nigris e giustizia pirata