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Cronaca di una lunga serie di illegalità contro una donna senza tutele sul posto di lavoro.



Sommario della Vicenda delle torture psicofisiche e delle relative conseguenze che vengono fatte subire alla signora Giovanna Nigris da dipendente impiegata amministrativa di Pubblica Amministrazione: l'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano - per la Petizione Popolare: firmate qui

immagine con tre lupi

Approfondimento sulla Petizione Popolare


Nell’Italia in cui oggi viviamo, con riscontri oggettivi, ci sono illegalità protette che producono danni senza fine a cittadini che non viene dato loro modo di fare sapere attraverso stampa e televisione le devastanti sofferenze a cui di nascosto sono spietatamente sottoposti. Ci sono persone che violano la legge come e quando vogliono e poi c’è chi provvede a fare nascondere e insabbiare il tutto. Si approfitta del fatto che attraverso il più crudele silenzio stampa, la maggior parte dei cittadini non sa nulla. Uscire da questo cortocircuito credo sia ancora possibile, ma richiede una mobilitazione costante e coordinata da parte delle persone oneste, attiviste per i diritti umani. Come dice un vecchio detto: “L’abito non fa il monaco”, bisogna stare parecchio in guardia perché ci sono persone insospettabili a cui viene permesso di commettere fatti illegali e nessuno ne saprà mai nulla. Si vedono persone che li subiscono e che dovrebbero tacere e morire in silenzio. E’ mostruoso!

Come leggerete e capirete nelle pagine web che seguono, le soluzioni legali concrete esistono eccome, sono sempre stati alla portata dei cittadini al momento di fare eleggere chi è davvero degno di governare il Paese. Bisogna fare rafforzare i meccanismi di controllo nazionali e regionali sulle occulte e vergognose violazioni di legge e dei diritti umani; impedire in ogni caso che crimini protetti distruggono la povera gente inerme e indifesa.

Su tali legittime basi, si deve tentare solidarietà in soccorso alla Signora Giovanna Nigris, vittima impiegata dipendente dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano, sulla scorta di prove documentali e testimoniali esposte in questo sito web, si mettono in evidenza le prolungate torture psico-fisiche e i relativi trattamenti inumani (violazione dei diritti umani di cittadini e di lavoratori) cui la stessa è stata fatta oggetto, sia prima, che dopo avere subito il contagio della tubercolosi sul posto di lavoro, a causa della più assoluta mancanza di mezzi di protezione da contagio e infezione nel reparto accettazione reperti organici (urine, escreati etc.).

Nonostante il riconoscimento dell'esistenza del mobbing esercitato ai danni della signora Giovanna Nigris (riconoscimento avvenuto dai Medici Specialisti presso la Clinica del Lavoro degli Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano, così come dimostrato in questo sito web, con copia del verbale medico specialistico), benchè vi siano due schiaccianti vittorie della stessa signora Nigris ottenute contro l'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano avanti al Tribunale Regionale per la Lombardia, (T.A.R.), malgrado che per lunghi anni sono stati mantenuti imputati in attesa di giudizio quattro dirigenti dello stesso Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano, fino al raggiungimento della prescrizione dei reati di lesioni colpose gravissime e malgrado che la proibizione della tortura e di ogni altra forma di maltrattamento rappresenta un obbligo erga omnes, ancora oggi, i funzionari dirigenti di quello stesso Ospedale con il massimo annebbiamento della loro coscienza morale, lasciano agire tutti gli effetti dei reati penali ai danni della dipendente, compreso il falso ideologico e l’omissioni di atti di ufficio.

Essi sfruttano ancora gli sporchi effetti già prodotti dai loro stessi artifizi, consistenti in attestazioni false e omissione di atti di ufficio, pacificamente fatte pervenire alla Commissione Medica Seconda del Policlinico Militare di Milano, così come inconfutabilmente dimostrato mostrando in questo sito web copie delle false attestazioni. Non si è mai visto nessun impedimento legale né prima, né poi dalle istituzioni dello Stato, come se si volesse fare capire alla parte lesa e non solo a lei che le persone protette da personaggi del mondo della politica possono violare la legge, come e quando vogliono, perché, come soggetti protetti, resteranno sempre impuniti dalla legge.

In questo sporco modo e ottenute le relative conseguenze è sempre stato boicottato il diritto al riconoscimento della causa di servizio alla dipendente con funzionari non curanti minimamente neppure del fatto che la stessa era già stata duramente provata dalla fase del contagio in servizio e per causa di servizio, dalla tubercolosi e dalle massicce e prolungate cure con farmaci specifici.

I funzionari di quello stesso Ospedale, verosimilmente assicurati quali soggetti protetti politicamente da qualcuno, fanno sistematicamente mantenere forviata la giustizia, sabotando ancora oggi con la stessa tecnica del confondere e del forviare la verità sostanziale dei fatti di servizio, il diritto della dipendente a ricevere un giusto riconoscimento della causa di servizio. Ciò continua pacificamente ad accadere anche dopo che alla Nigris le sono state fatte subire di nascosto per tredici anni tutte le conseguenze dei reati esposti e provati in questo sito web, aggravati da connivenza e omertà che alcune persone in concorso tra loro continuano a mantenere efficaci pacificamente.

A questo punto gli effetti delle illegalità vengono fatti agire persino con costante sadismo, visto che i continui danni alla persona, in questo caso alla signora Giovanna Nigris, hanno ridotto la stessa in malattia grave, portatrice di handicap e in ossigenoterapia quotidiana domiciliare. Questi signori probabilmente si sentono al sicuro, perchè hanno constatato che tutto il marcio del comportamento umano accaduto in questa vicenda, continua ad accadere con le relative conseguenze, per il fatto che altri dirigenti dello stesso Ospedale inspiegabilmente hanno potuto godere di protezione politica, sino alla maturazione dei termini di prescrizione dei reati di lesioni colpose. Come se ancora tutto ciò non bastasse, la signora Giovanna Nigris, ridotta non abbiente, oggi non riesce neppure a curarsi dai postumi della tubercolosi, perchè con la più vile persecuzione da conigli d'oro le viene reso economicamente impossibile persino l'acquisto di farmaci non dispensati dal Servizio Sanitario Nazionale, aggravando così le sue condizioni generali, la sua vita di relazione e di conseguenza, rendendo sempre più difficile anche la sua stessa sopravvivenza.

Malgrado che come criterio di imputazione della responsabilità civile, la colpevolezza della volontarietà della condotta di nuocere risulti rilevante, questa nonostante tutto, come vedremo più avanti in questo sito web, dopo la violazione nel posto di lavoro dell'art. 2087 c.c. (TUTELA DELLE CONDIZIONI DI LAVORO), fatta subire per circa tre anni alla propria impiegata amministrativa, quella stessa violazione si è vista entrare nel ramo del diritto penale col seguito del reato di lesioni colpose gravissime, falso ideologico, omissione di atti di ufficio e violenza privata da mobbing, tutto questo, ripeto, è accaduto con conseguenze che continuano ad accadere senza che le istituzioni dello Stato abbiano mai fermato tale inconfutabile malcostume. Ora se consideriamo il fatto che lo Stato, mediante la minaccia di una sanzione (pena), proibisce determinati comportamenti umani che danneggiano la persona (reati), perchè vengono considerati contrari ai fini che esso persegue, come può essere concepibile che verso una stessa vittima di reati, lo Stato non dia alcun segno di esistenza, in quanto vengono lasciati negli anni pacificamente agire sulla vittima, persino le conseguenze più lesive di quegli stessi reati prodotti in servizio e per causa di servizio, senza vedere attuare conclusivamente un procedimento giurisdizionale (il processo) ?


Qui non ci poniamo domande insolubili, ma domande che attendono una risposta leale, civile e democratica. Questa risposta dovrebbero darla soprattutto quelle persone che sino ad oggi, al riguardo, hanno sempre trovato più pratico e sbrigativo nascondersi a tutto vantaggio del malcostume. Tale risposta si spera anche che avvenga senza vedere intentare alcun tipo di frode giudiziaria e pertanto senza dovere constatare ulteriori false motivazioni sostanzialmente utili solo ed esclusivamente ad una copertura dei comportamenti criminali, come peraltro sino ad oggi, hanno tentato di fornire evasivamente "gli addetti a certi lavori" alla stessa vittima, che di fatto perciò hanno macroscopicamente dimostrato di volere soltanto contribuire anch'essi a fare insabbiare le sporche azioni ed omissioni, fatte impunemente subire alla stessa parte lesa e che, come meglio spiegato in questo sito web, le hanno causato le conseguenze più gravi indicibili e dannose.

Ci vorrebbe una trasmissione giornalistica televisiva che tratti tutte quelle forme di malcostume protetto dalla politica e che immancabilmente degenera in tortura psico-fisica per tutti quei soggetti ai quali non viene resa giustizia. E' noto che la colpevolezza si può presentare in due forme: il dolo e la colpa (art. 2043 c.c.). Quando, come criterio di imputazione della responsabilità, viene fatta luce sulla colpevolezza e nonostante ciò nessuno interviene in favore della vittima di reati, ci si potrebbe chiedere su quali basi potremmo eventualmente escludere che ci troviamo di fronte alla forma più grave, ovvero quella del dolo la quale implica l'intenzione e la volontà diretta a produrre il danno?

Dopo tutto ciò, sorge dunque la questione se gli artefici di tali crimini fanno consapevolmente peggiorare le condizioni di salute della signora Nigris Giovanna, lasciandola - per quanto attiene alla causa di servizio - perennemente priva dei diritti di legge e di contratto con la più sporca elusione del giudicato del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia. Più di una volta ho constatato persino l'impressionante superficialità di alcuni medici specialisti nel visitare e valutare le reali condizioni di salute della paziente, dando quasi l'impressione che oggi vi siano disposizioni precise volte a minimizzare il caso clinico e le atroci sofferenze della paziente verosimilmente persino per scoraggiarla a lottare ancora per la causa di servizio.

Vedo che gli attuali sintomi patognomonici della signora Nigris ammalata, rovinata e sfiduciata, inspiegabilmente non vengono più studiati con attenzione come prima e anche su questo versante, la stessa, si vede completamente abbandonata a sé stessa con ulteriore devastazione fisica e morale. Attualmente la Nigris soffre di violenti crampi muscolari con relativi dolori ad andamento intermittente anche qui con conseguenti ripercussioni generali sulla qualità della sua vita, con l'incidenza del fatto che i crampi muscolari le causano improvvisi e brusche interruzioni del riposo e del sonno.


Da paramedico so bene che anche 23 mesi di cure massicce con farmaci specifici per fare "guarire" dalla tubercolosi e dalle due conseguenti pericarditi, così come dai medici specialisti sono state prescritte e fatte assumere alla signora Nigris, significano molto e per questo si devono anche accettare le conseguenze degli effetti tossici collaterali (effetti iatrogeni) prodotti dai farmaci. Nonostante tutto, non ritengo assolutamente che ciò sia un motivo sufficiente da parte di alcuni medici specialisti di abbandonare a sé stessa la paziente e non studiare ulteriormente i sintomi patognomonici attuali e la sofferenza che gli stessi sintomi producono. Io non riesco a comprendere se l'infezione tubercolare per ipotesi, abbia potuto causare anche una vasculite. Ritengo che il caso clinico oggi necessiti di un approfondimento diagnostico specialistico. Una sottovalutazione della clinica, domani potrebbe generare altri disastri!

Nel mio lavoro di volontariato, in questo caso eccezionalmente vista la gravità, anche protestando per iscritto, so bene di attirarmi le ire di certi personaggi noti della politica italiana, perchè; faccio conoscere fatti reali sistematicamente nascosti all'opinione pubblica, ma per il carattere che ho io, di questo me ne infischio altamente e anche se quanto meno mi creo delle antipatie in tali ambiti dell'alta società non m'importa. La pericolosità sociale camuffata in persone insospettabili deve essere sempre segnalata, valutandone la gravità soggettiva e oggettiva perché la rilevante attitudine di una persona a commettere reato, che poi altri provvederanno ad insabbiare, in mille maniere, deve finire, perché oltretutto per l'abitualità criminosa è anche una vera vergogna incivile del tutto incompatibile con uno stato democratico.

Per la parte lesa, dal mio punto di vista, questo è il sistema criminale organizzato più grave. A volte mi chiedo: chissà quante persone sono morte e muoiono ancora lentamente in silenzio perchè anch'esse private della giustizia e indotte alla più grave disperazione e verosimilmente anche al suicidio. Quando si vede ostacolare la sopravvivenza di un essere umano non si può stare solo a guardare, non sarebbe leale ne tanto meno onesto. Non sia mai! Un domani se si lascia dilagare il malcostume e il crimine mantenuto sistematicamente insabbiato, potremmo essere persino noi le vittime designate e a nostra volta vedere gli altri che stanno solo a guardare come fanno ancora oggi parecchi soggetti insospettabili ai danni della Nigris. Sappiamo tutti che quello che si semina oggi si raccoglie domani. Per quanto mi è possibile cerco di fare semplicemente il mio dovere di cittadino di fare sapere alla gente ciò che si vede di criminoso e che politicamente viene sistematicamente mantenuto nel crimine sommerso oltretutto con il silenzio stampa a rimorchio. Da quello che ho visto io in questi ultimi anni, troppe persone che delinquono mantenuti "in ombra" meriterebbero di andare al fresco a dare il cambio a quelli che già ci sono.



Giacomo Montana

25 dicembre 2005

(con integrazione del 5 gennaio 2006)



A causa di artifizi politici, verosimilmente perchè sospettata di essere stata informatrice della Polizia relativamente all'arresto del mio ex capo ufficio, durante le inchieste denominate "Mani Pulite", da impiegata amministrativa mi hanno fatta lavorare in ospedale per circa tre anni in ambiente contaminato e senza alcun mezzo di protezione, assicurandomi che potevo stare tranquilla e che non correvo alcun pericolo di essere contagiata da malattie infettive. Questo è esattamente il contrario di quanto invece mi è accaduto. Infatti in tale ambiente ho contratto la tubercolosi con evoluzione e localizzazione renale, reumatica e cardiaca. Come si vedrà più avanti nel sito, il processo penale instaurato all'inizio della malattia non ha mai avuto luogo e sono stati mantenuti per parecchi anni in attesa di giudizio quattro imputati di lesioni colpose gravissime ai miei danni per l'avvenuto contagio sul luogo di lavoro (tre medici e un dirigente amministrativo dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano), ciò sino al raggiungimento della prescrizione dei reati. Prima di subire queste torture non avrei mai creduto che queste luride situazioni accadessero in Italia ad una donna che lavora e che ha subito reati in un servizio di pubblica utilità. Evidentemente viene preferito criticare i crimini commessi in altri paesi per affossare e nascondere i propri nei vari "polveroni".

Come si vedrà più avanti, nonostante che io abbia due schiaccianti vittorie avanti ai Giudici Amministrativi (Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia), i funzionari dell'Ospedale Fatebenefratelli hanno sempre preferito andare oltre alle precedenti violazioni di legge (art. 2087 codice civile) ed eludere il giudicato, sino a violare pacificamente ancora la legge, la democrazia e la civiltà.

Come si vedrà più avanti ancora con riscontri oggettivi, dopo che ho dovuto subire danni alla persona con lesioni colpose gravissime per il contagio della malattia infettiva sul posto di lavoro e relative beffe, con la più evidente e ignobile arroganza, presso la Commissione medica II^ del Policlinico Militare di Milano, altri funzionari dell'ospedale mi hanno inconfutabilmente fatto subire i seguenti ulteriori reati: omissione d'atti d'Ufficio, falso ideologico e violenza privata da mobbing, tutto ben congeniato per procurare frode al relativo giudizio medico ancora ai miei danni in sede di visita medico-collegiale presso la Commissione Militare.

Vivo ormai da anni vedendomi continuamente subire le conseguenze di questo vile terrorismo psico-fisico, oltretutto sempre bene mantenuto nascosto all'opinione pubblica. Ci si potrebbe chiedere che cosa può pensare una persona, mentre riflette su tutta questa sporca vicenda e constata le prove dei danni e dei raggiri esposti in questo sito internet, se contestualmente qualcuno le dice che l'Italia è uno Stato di diritto. Questo potrebbe anche essere vero, non dico di no, ma con indicibile e inconfutabile discriminazione tra cittadino e cittadino.

Dopo essere stata sottoposta ad ulteriore visita medico-collegiale, questa volta presso la Commissione Medica di Verifica del Ministero dell'Economia e delle Finanze di Via Zuretti a Milano, come si vedrà più avanti, mi è stato fatto ricevere il relativo verbale viziato in quanto assolutamente privo delle firme dei medici che componevano quella stessa Commissione, eccetto la firma di una dottoressa "Presidente", che verosimilmente per quanto mi comunicò il mio avvocato di fiducia, per salvare la faccia ai colleghi che erano stati imputati di lesioni colpose gravissime ai miei danni e la faccia dei personaggi politici che avevano loro conferito la nomina di dirigenti di un reparto dell'Ospedale, disattendeva anche dopo un lungo indugio, il suo dovere di fare esprimere il parere medico relativo alla causa di servizio che mi riguarda, facendo intendere in quello stesso verbale, di non essere stata in grado di prendersi le sue responsabilità nei riguardi della mia causa di servizio. Oggi sono stata ridotta sempre più ammalata, in ossigenoterapia quotidiana e riconosciuta dalla A.S.L. di Milano, sia portatrice di handicap in base alla Legge 104/92, sia in malattia grave ed ancora nessuno fa niente per combattere il crimine che mi distrugge.
Precipitata dalle scale mentre ero in servizio, oggi posso deambulare solo con l'ausilio della stampella a causa anche della lesione dei menischi postumi alla tubercolosi. Il vergognoso silenzio stampa su tutto questo aiuta notevolmente i malviventi a farmi privare dei miei diritti di legge e di contratto e quindi anche privata della possibilità di potere curare al meglio i danni alla mia persona subiti in ambiente di lavoro per causa di servizio.
Anche se io oggi sono una persona fatta divenire cardiopatica e con gravi problemi respiratori, ignoti personaggi pare che si divertano a danneggiarmi ulteriormente in ogni maniera, persino nel mio Computer procurandomi forti disturbi e interruzioni del servizio e inviandomi virus in continuazione per stressarmi ed esasperarmi ogni giorno anche in casa mia. Gli ignoti pirati del Web sembrerebbe che abbiano fatto ricorso all'aiuto di una nota società di cui conosco anche il nome e che opera nel settore dell'informatica con sede negli U.S.A e più in precisamente in California. Con artifizi verrebbe fatto in modo di ostacolare la diffusione dei miei siti in America ed in altri paesi esteri. Il Consolato U.S.A. e l'Ambasciata U.S.A. ai quali mi sono rivolta non vogliono intervenire e preferiscono fare finta di ignorare il tutto. E' più che evidente che si vuole che la gente non sappia sia che ci sono crimini tacitamente accettati dal Governo, sia che in realtà siamo governati da personaggi che sono sempre pronti anche ad inviare truppe di guerra nel nome della democrazia, ma che in realtà sono i primi a non saperla neppure gestire nel proprio Paese.
Tutto questo mi induce per legittima difesa, ancora di più a denunziare sempre tutto pubblicamente, ad oltranza, compresi i malviventi mantenuti funzionari alla direzione del suddetto ospedale, i quali continuano a nascondere ancora con appoggi politici, la verità della causa di servizio, privandomi sempre illegalmente con cinismo dei miei diritti di legge e di contratto e del relativo risarcimento che mi permetterebbe di avere una vita sana, libera e dignitosa.
Ripudio ogni forma di violenza, ogni forma di guerra, di terrorismo, fondamentalismo e di violazione dei diritti umani e civili e promuovo anche io la "diplomazia dal basso" che è il vero cardine prezioso, fattivo e vero tessuto di progresso morale, economico e sociale per tutti.
Esprimo solidarietà a tutti i popoli oppressi e al riguardo riporto un articolo scritto e pubblicato su Indymedia il 9/11/2005 da Giacomo Montana con riferimento alle ingiustizie che vengono fatte subire ai più emarginati del popolo francese: “Negli ultimi anni abbiamo appreso molto bene dalla stampa quotidiana sommarie e imprecise notizie sino a costatare vergognose auto censure dei giornalisti costretti a seguire una linea di sottomissione al crimine legalizzato per non perdere il posto di lavoro. Pertanto le considerazioni, dirette e indirette, riportate in tali articoli, non sono mai state esatte e tanto meno a favore di chi subisce il crimine, né di conseguenza costruttive sotto il profilo della conoscenza dei reali problemi della nostra società. Quasi tutto oggi viene strumentalizzato per ragioni di ideologie malsane e politiche di parte. In realtà, è pacifico che lo strapotere prima o poi costringe il popolo a difendersi da qualsiasi disegno eversivo esercitato sempre ai danni dei più deboli. La responsabilità morale di una rivolta non è mai della gente, ma di chi lascia degradare e mandare allo sfascio un vero ordine pubblico e una sana giustizia sociale. Sono d’accordo con la signora Giovanna che ha scritto prima, di scaricare nel proprio cellulare la suoneria che motiva l'Inno Nazionale Francese "LA MARSIGLIESE" contro lo schifo di qualsiasi strapotere legalizzato che degrada, umilia e distrugge l'essere umano a vantaggio della classe di elite”.
SPERO CHE PRIMA O POI ANCHE IN ITALIA CI SARA' UNA VERA CIVILTA’ E UNA VERA LEGALITA’ PER TUTTI.

Giovanna Nigris

Milano, 14 novembre 2005




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Per chi desidera approfondire la vicenda lavorativa della Sig.ra Giovanna Nigris presso l'Ospedale Fatebenefratelli di Milano, è possibile leggere la Cronaca Documentata nella Sezione: Caso Nigris e giustizia pirata