Le favole della pittrice DANIELA TESI


Dipinto di Daniela Tesi "Maternità


maternitą


Desideria

C’era una volta una donna che desiderava tanto avere un bambino. Lo desiderava talmente che questo bambino, sentendosi continuamente chiamare, non solo arrivò, ma giunse con due mesi d’anticipo.

Nacque così Desideria, una bambina assai bella dagli occhi color di prugna e capelli neri che parevano spaghettini bruciati. Solo, invece d’essere bianca o rosa o color caffelatte, era verde: era insomma ancora acerba. La madre, che si chiamava Ansiolina, la curava con amore e faceva di tutto per farla maturare in fretta: d’estate la lasciava per ore sotto il sole, d’inverno la metteva sopra la stufa, ma l’esito di queste cure non sortiva alcun effetto se non quello di pianti e lamenti. Desideria restava verde. Ansiolina, lentamente, cominciò ad abituarsi all’insolito aspetto della sua bambina e s’ingegnava a creare vestitini di tutti i colori: in primavera usava stoffa dai toni violetti, in estate dai toni del giallo, in autunno preferiva i toni del rosso e in inverno del blu. Desideria in questo modo pareva in ogni stagione un magnifico fiore.

Quando la bimba fu più grandicella, in grado di camminare e scoprire a poco a poco quel mondo bianco e rosa che la circondava, i vicini di casa cominciarono a tempestare di telefonate la madre. “Cara signora”, disse una volta la vicina del piano di sopra, “è proprio un’indecenza! Sua figlia non può andare in giro così, spaventa la mia bambina, fa venire la bile solo a guardarla! ”

“Signora cara “ disse al telefono la vicina del piano di sotto, ”oggi sua figlia ha dato un bacetto al mio Massimino e lui è diventato tutto rosso dalla vergogna, deve tenerla chiusa in casa!“

Ansiolina cercò di convincere i vicini che il colore verde era in fondo il colore più diffuso sulla terra: gli alberi e tutte le piante tra cui i sempre-verdi davano un senso di solidità, costanza e stabilità, la speranza era associata al colore verde, l’età verde rappresentava il più bel periodo della vita….ma si sentiva rispondere che l’inquinamento aveva cambiato il colore degli alberi, che la speranza era l’ultima a morire ma non c’era modo di farla resuscitare, che l’età verde era il periodo della vita più disastrato che ci fosse perché colma di paure, incertezze, indecisioni e perché a quell’età o si dormiva troppo o troppo poco, o si mangiava troppo o si digiunava e che era il periodo in cui la gente era più arrabbiata e non ci si poteva avvicinare.

Ansiolina pensò che, in fondo, chi le diceva quelle cattiverie non aveva proprio tutti i torti e diventò sempre più triste perché cominciò a vedere nero per il futuro della sua bambina e, un po’ rassegnata e un po’ speranzosa s’iscrisse a un corso di fisiologia vegetale dove si studiava gli ultimi approfondimenti sulla sintesi clorofilliana.

Quando, per Desideria, venne il tempo di andare a scuola successe un vero e proprio pandemonio: i genitori che, per una ragione o per l’altra, pensavano di avere figli maturi come pere mature, organizzarono dei veri e propri picchettaggi per impedire l’ingresso di Desideria che, dicevano, così immatura com’era, faceva restare indietro tutta la classe e la maestra doveva stare dietro solo a lei trascurando gli altri bambini. Ma questo non era vero e un gran numero di bambini, solidali con Desideria, cominciarono a piangere e a strillare così forte che accorsero carabinieri e giornalisti, pompieri e autombulanze, curiosi e disoccupati. In poco tempo il “Caso Desideria” divenne un caso nazionale: la sua foto fu pubblicata su tutti i giornali e furono fatte proposte di ogni genere per risolvere il problema. Alcuni scienziati proposero di procurare a Desideria l’itterizia, un po’ di giallo avrebbe attenuato il verde della pelle, un tizio chiese di reclamizzare la freschezza dei fagiolini che produceva, un altro la prenotò come moglie perché gli piacevano le fanciulle in tenera e verde età.

Desideria pensava che stessero facendo tutti troppo baccano intorno a lei: perché la gente trovava tanto strano che lei fosse verde? Non c’erano forse persone dalla pelle marrone, gialla, rossa o bianca? Tutto era colore nel corpo umano: occhi azzurri, verdi, neri, persino blu-viola, qualche volta rossi (quando si piange o abbiamo un’allergia), capelli gialli, bianchi, grigi, color Terra di Siena, neri, rossi e qualche volta turchini (come la fata di Pinocchio). Perché tante storie sulla sua pelle verde? Le unghie di certe signore erano rosse e quelle di alcuni bambini nere (quando non si lavavano le mani). Proprio Desideria non lo capiva e così un giorno di maggio che dirvi non so, prese la grande decisione: emigrare, lasciare il paese da cui aveva sempre ricevuto insulti e trovarne uno migliore. Attraversò monti e colline, pianure e deserti, mari, laghi, stagni e pozzanghere, ma tutti i paesi che incontrava erano uguali a quello che aveva lasciato. In fine stanca e assai triste si sedette sulla riva di un fiume e mentre guardava l’acqua correre libera, allegra e soprattutto incolore, ecco che dal letto del fiume guizzò fuori un bambino.

“Ciao!” disse, “Sei nuova? Non mi pare di averti mai visto ”

Desideria doveva ancora riaversi dalla sorpresa: quel bambino era verde! Proprio come lei!

“Si” disse infine “Ma tu chi sei?”

“Mi chiamo Malachito e vivo nel paese di Prenatal, non hai ancora visto il villaggio?”

“Sono appena arrivata”

“Scommetto che anche tu non ce l’hai fatta a resistere nel Mondo di Prima” e dicendo questo la prese per mano e si avviarono verso il villaggio. Un cartello quasi sbarrava la strada: ”BENVENUTI A PRENATAL” e più in basso: ”Ognuno ha il diritto di nascere come, quando e di che colore vuole”.

“Prenatal?” chiese Desideria, “Che strano paese è questo?”

“E’ il paese di noi prematuri…Anche se ci sono delle divergenze con un gruppo di bambini che credono sia il paese di Prima di Natale…Ma noi prematuri, per ora, siamo la maggioranza e in ogni caso quelli di Prima di Natale sono bravi ragazzi: si occupano dell’illuminazione delle strade, lasciano sui marciapiedi regalini per tutti, coltivano campicelli di abeti e confezionano bellissimi costumi da Babbo Natale, naturalmente tutti verdi, per farci piacere”.

Desideria ascoltava e intanto guardava quel bizzarro villaggio: alcune case erano prive di porte, altre di finestre, altre ancora non avevano tetto, le strade erano asfaltate solo per metà.

“E’ da poco tempo che esiste questo villaggio?” chiese Desideria

“ Non saprei esattamente” rispose Malachito, “Qui, il tempo, per fortuna, non ha alcuna importanza….credo di essere qui da un paio di secoli e mi pare ieri!”

“Un paio di secoli? Vuoi scherzare?”

“Niente affatto Anche a me pareva strano all’inizio, ma poi ho dovuto arrendermi all’evidenza: qui non si matura mai e quindi il tempo non ha importanza ”

“E perché le case sono tutte prive di qualcosa?” Incalzò Desideria

“Questo è semplice: perché la casa si deve adattare al bambino che ci abita e non viceversa: noi siamo ragazzi prematuri e anche le nostre case nascono incomplete ”

“E i bambini di Prima di Natale?”

Malachito esitò un poco prima di rispondere poi si decise: ” Detto tra noi, a me pare che manchi loro una rotella…in ogni caso vivono in grandi scatoloni colorati, e spesso noi prematuri dobbiamo aiutarli a districarsi perché rimangono impigliati in tutti i nastri e i fiocchi che ci mettono intorno, ma loro così si sentono bene come noi stiamo bene nella nostre case incomplete”

“Vuoi dire che qui tutto non è completo?” chiese Desideria

“No, non tutto, altrimenti che incompletezza sarebbe? Solo una parte delle cose non è completa…Per esempio il ferro da stiro è un ferro da stiro tutto intero, però il sindaco del villaggio è un quasi-sindaco, il medico è un mezzo-medico, il giudice solitamente è gobbetto, mai diritto, la musica e le opere d’arte tutte incompiute, non hai idea come siano belle quelle non finite! Però i pasti sono completi, ma fatti tutti di mezze porzioni…Capisci?”

Desideria non era sicura di capire, ma era certa di sentirsi a suo agio in quel posto, anzi le pareva proprio di essere contenta.

“E tu sei contento?” Chiese a Malachito

“Contento proprio non si può dire, a volte vorrei tornare nel Mondo di Prima, ma non è possibile….anche gli altri ragazzi soffrono spesso di nostalgia, sai com’è hanno lasciato genitori, nonni, giocattoli….tutto. Ne abbiamo discusso , ma non abbiamo trovato soluzioni”

“E perché no?” chiese Desideria, “Invece di andare noi da loro potrebbero venire loro da noi ”

“E’ complicato, troppo complicato! Loro sono persone complete, non si possono adattare a vivere come viviamo noi, poi non potremo mai rivedere i nostri cari … o sono morti e troppo vecchi per affrontare un viaggio così faticoso…Solo della gente priva di qualcosa potrebbe vivere con noi”

“Ma con i bambini Prima di Natale state bene e andate d’accordo no? ”

“Te l’ho detto perché: loro hanno poco sale nella testa… E in ogni caso costituiscono un’eccezione e non possiamo fare tante eccezioni altrimenti non si capisce più quale sia l’eccezione e quale la regola, è chiaro?”

“Chiaro! Però non è giusto vivere così isolati dal resto del mondo! Lo sai tu cos’è lo smog, lo stress, il jazz, la jeep, il jet, l’username, la ram, il cell, lo spamming, la gibigianna? ”

“Vuoi umiliarmi?” chiese Malachito facendo una smorfia di disappunto

“Oh no! Voglio solo farti capire quanto è importante restare in contatto con persone diverse da noi… Siamo scappati dai nostri paesi perché molti non ci volevano vedere e noi non possiamo fare altrettanto, altrimenti poi dovremmo scappare da noi stessi... E non mi pare cosa facile”

“Non hai torto, l’ignoranza è come un velo sugli occhi che non ti fa vedere le cose come stanno, quando prima tu elencavi quelle parole Pram, sjip, ming e roba simile, io non ho capito niente e mi sono sentito talmente stupido che ho creduto, ma solo per un attimo, che il plurale di dito fosse mano…Sai che faremo? Faremo una grande assemblea e tutti porteranno delle proposte, l’ordine del giorno sarà: COME FARE PER STARE INSIEME ALLA GENTE DIVERSA DA NOI ”

I bambini di Prima di Natale s’incaricarono di approntare un grande scatolone che potesse contenere tutta l’assemblea. Ci fu qualche discussione su come far mancare qualcosa per far contenti i prematuri: le lucine non potevano mancare, i regalini neppure, la porta d’entrata non poteva essere priva di due abeti che davano un senso di prestigio all’assemblea, si scelse infine di togliere nastri e fiocchi che avrebbero solo intralciato l’ingresso ai partecipanti.

Il primo oratore si fece avanti ed espose la sua proposta: ”Potremmo chiamare qui tutti quelli che hanno perduto qualcosa nella vita! Chi ha perduto un braccio, i capelli, un amico, gli occhiali, la fidanzata, il portafoglio, il coraggio, la guerra, e chi più ce n’ha più ne metta…”

Il secondo oratore non era d’accordo: ” E se poi arriva qualcuno che ha perduto il lume degli occhi come si mette? T’immagini che baraonda combina! E se viene qualcuno che ha perduto le staffe e si mette a litigare con tutti? E se viene qualcuno che si perde in chiacchere e tutto il giorno non fa che cianciare? No, bisogna trovare un’altra soluzione!

Il terzo oratore suggerì un'altra possibilità: “ Potremo chiamare qui con noi chi è senza qualcosa: senza padre o madre, senza lavoro, senzatetto, senza cappotto… ”

Fu subito interrotto dal quarto oratore: ” Pensa un momento se arrivano quelli che sono senza dubbi che baraonda può succedere! Si mettono a comandare su tutto e tutti e impongono il loro punto di vista come l’unica verità esistente: regole, leggi, usi e costumi a loro immagine e somiglianza ... E’ troppo pericoloso….perderemmo la nostra libertà”

Si fece avanti un bambino piccolo piccolo tutto verde, ma infiocchettato come un bel regalo: ”Ho pensato” disse “Che potremo chiamare tutti quelli che sono al verde….”

Malachito, ch’era un ragazzino prudente e saggio, intervenne: “La proposta è bella e potrebbe soddisfare tutti, ma dobbiamo trovare una soluzione che non abbia a che fare con l’avere o il non avere denaro…..Pensate: una marea di gente senza talleri che si riversa nel nostro villaggio pensando che qui ci sono i dindi….Insieme a gente bisognosa arriverebbero gli avidi, i ladri, i rapinatori, i giocatori d’azzardo…Tutta questa gente non sa che noi, qui, il denaro lo abbiamo abolito…”

Desideria che fino a quel momento era rimasta ad ascoltare si fece avanti: ” Penso”, disse, ”che bisogna rigirare la frittata! Mi spiego meglio: invece di pensare a chiamare chi ha perduto o chi è senza, chiamare chi cerca qualcosa e questo qualcosa potrebbe essere la SPERANZA che come tutti sanno è verde e può far contenti i prematuri e anche i bambini Prima di Natale perché vivono nella speranza che nasca un bambino che quando sarà grande proteggerà i più deboli e i più imbranati…”

Ci fu un grande applauso e l’assemblea approvò la proposta di Desideria. Tutti i bambini prepararono inviti, comunicati stampa, radio-messaggi e Desideria, che non si era mai separata dal suo cellulare telefonò alla mamma (che era ancora china sui libri a studiare la quantità di energia solare catturata dalla fotosintesi e non si era nemmeno accorta della scomparsa della sua bambina) e la invitò a raggiungerla.

In men che non si dica, da tutte le parti del mondo, arrivò una moltitudine di gente, fecero una grande festa e siccome quello era un paese al contrario del Paese di Prima, dal cielo volarono su quella terra migliaia di palloncini e naturalmente erano tutti verdi.

Daniela Tesi


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